Progetti forestali in SEA trascurano benefici sociali e biodiversità, denuncia studio recente.
Pubblicato il da Redazione - Green
Progetti di Carbonio Forestale e Giustizia Sociale in Asia Sudorientale
Secondo una recente ricerca, i progetti di carbonio forestale in Asia Sudorientale, mirati a compensare le emissioni di gas serra, non garantiscono adeguate salvaguardie sociali. Lo studio mette in evidenza come la debole governance, i conflitti legati alla proprietà della terra, la corruzione e politiche frammentate contribuiscano a queste criticità. Gli studiosi affermano che iniziative ben gestite nel settore del carbonio forestale possono svolgere un ruolo cruciale nella riduzione delle emissioni globali, ma devono rispettare i diritti dei custodi tradizionali delle foreste. In un contesto globale di deterioramento democratico, gli esperti richiedono un controllo maggiore sull’accountability dei progetti per mantenere elevati standard sociali e ambientali nel settore del carbonio.
Un esempio significativo è rappresentato dalle foreste del Santuario Faunistico di Keo Seima in Cambogia, habitat di elefanti asiatici e gibboni, dove nel 2010 è stato avviato un progetto REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation). Diverse comunità indigene hanno segnalato episodi di molestie legali, distruzione dei raccolti e confisca di beni a causa di conflitti legati alla terra. I progetti di carbonio forestale, come quello di Keo Seima, mostrano lacune nelle salvaguardie sociali, come evidenziato nello studio pubblicato su WIREs Climate Change.
Criticità ed Opportunità nel Mercato del Carbonio
I programmi di compensazione delle emissioni di carbonio sono attivi da oltre un decennio, e richiedono un monitoraggio costante per evitare impatti negativi imprevisti. Yingshan Lau, economista presso la National University of Singapore e autore principale dello studio, sottolinea come le decisioni prese da gruppi privilegiati in un’area geografica possano influenzare quelli più vulnerabili in altre. Le iniziative di carbonio forestale, come REDD+, servono ad integrare la conservazione forestale nelle politiche di mitigazione ai cambiamenti climatici. Paesi, aziende e individui possono acquistare “crediti” attraverso mercati del carbonio per compensare le loro emissioni inevitabili, generati da attività di sequestro del carbonio come la conservazione delle foreste.
Tuttavia, i sostenitori di questi progetti esprimono preoccupazioni inerenti ai benefici reali per il clima, interrogandosi se le riduzioni delle emissioni promesse si realizzino realmente. Molti progetti, in particolare quelli REDD+, tendono a privilegiare i profitti legati al carbonio a discapito della biodiversità, con iniziative di riforestazione che spesso si concentrano sulla piantagione di specie monoculturali di scarso valore ecologico. Per questo motivo, è fondamentale garantire che i diritti delle comunità locali siano al centro delle decisioni progettuali, come dimostrano le opposte reazioni locali a diversi progetti.
Una ricerca condotta da una squadra di studiosi provenienti da Singapore, Filippine, Australia e Irlanda ha esaminato 170 report di scienze sociali sui risultati delle iniziative REDD+ e di altri schemi di compensazione nelle regioni dell’Asia Sudorientale. È emerso che governance debole, diritti sulla terra insicuri, corruzione e scarsità di fondi sono tra i fattori che contribuiscono a queste problematiche.
Per migliorare la responsabilità e le salvaguardie locali, l’analisi suggerisce che il supporto degli stakeholder locali è cruciale per aumentare le possibilità di successo. È essenziale che gli implementatori dei progetti investano tempo e risorse per costruire fiducia con le comunità. Oltre a ciò, è indispensabile garantire che ci siano sistemi di gestione adeguati per definire chiaramente i diritti sulla terra. Progetti che riescono a chiarire anticipatamente questo aspetto mostrano probabilità di successo e una condivisione dei benefici più equa.
La professor Maria Brockhaus, esperta in politiche forestali internazionali presso l’Università di Helsinki, sottolinea l’urgenza di aumentare la sorveglianza su come le iniziative di mercato del carbonio sono attuate. Secondo lei, le attuali tendenze verso la deregulation minacciano le salvaguardie ambientali e sociali già esistenti, portando a una crescente intensificazione di pressioni commerciali sulle risorse naturali.
Brockhaus afferma che ripristinare il potere decisionale ai popoli indigeni e alle comunità locali è vitale per aumentare il successo dei progetti di mercato del carbonio. Queste comunità dovrebbero avere il diritto di decidere se partecipare o meno al commercio del carbonio sulle loro terre. Per migliorare l’inclusione delle comunità locali, è utile estendere le iniziative oltre REDD+ per includere anche la ripristinazione degli ecosistemi e l’agroforestazione, migliorando così l’equilibrio tra obiettivi di carbonio e benefici sociali ed ecologici.
Infine, Lau evidenzia che promuovere l’educazione nelle comunità locali è un passo fondamentale. Programmi di alfabetizzazione sui crediti di carbonio possono aiutare le comunità a comprendere come le loro risorse siano utilizzate e i diritti che hanno per contestare eventuali progetti attraverso processi di consultazione adeguati.
Fonti ufficiali:
- Lau, Y. et al. (2025). “Challenges in forest carbon governance: Insights from Southeast Asia.” WIREs Climate Change. doi:10.1002/wcc.70018
- Brockhaus, M. (2023). “Current Trends in Forest Policy.” Forest Policy Journal.
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