Proteggere le tigri significa preservare la biodiversità e il nostro ambiente.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Rallentamento della Popolazione dei Tigri nel Mondo
La popolazione dei tigri sta vivendo un momento critico in molte nazioni. Sebbene in paesi come Bhutan, Nepal e India ci siano segnali di crescita, la situazione globale di Panthera tigris rimane allarmante. Secondo Debbie Banks, responsabile della campagna per i tigri e i crimini contro la fauna selvatica presso l’Environmental Investigation Agency, nel 2022 la popolazione totale di tigri è stata stimata intorno ai 5.574 esemplari, con una perdita di circa il 95% del loro habitat storico. Questo ribadisce l’urgenza di interventi efficaci per la conservazione di questa specie iconica.
Debbie è ospite del podcast di Mongabay questa settimana e apporterà preziose informazioni sullo stato attuale dei tigri, illustrando i successi e gli insuccessi del primo Global Tiger Recovery Program (GTRP) e le aspettative per la sua seconda iterazione, GTRP 2.0. Secondo Banks, i miglioramenti evidenti in alcune aree non devono nascondere il problema persistente della stagnazione in altre regioni, dove il traffico di fauna selvatica e la mancanza di investimenti politici stanno mettendo a rischio ulteriormente la sopravvivenza dei tigri.
La Crisi dei Tigri nel Sud-est Asiatico
In regioni come Laos, Cambogia e Vietnam, la situazione è considerata una “crisi”. A causa di fattori come il traffico di fauna selvatica e una mancanza di volontà politica, i tigri sono praticamente estinti in questi paesi. “Nel caso del Laos, è stata una scelta politica non impegnarsi in indagini necessarie per contrastare questo commercio”, spiega Banks, sottolineando come la continua violazione delle leggi possa compromettere gli sforzi di conservazione.
Attuare gli impegni del GTRP 2.0 non solo porterebbe benefici per i tigri, ma migliorerebbe anche la capacità delle nazioni di rispettare gli impegni internazionali per la protezione ambientale previsti dal Global Biodiversity Framework, firmato nella Convenzione sulla Diversità Biologica. Proteggere i tigri ha effetti a catena, in quanto salvaguardare questa specie “ombrello” significa anche proteggere interi ecosistemi e altre specie che vi abitano.
“I tigri sono un predatore apice, quindi una specie chiave e una specie simbolo. Salvando i tigri, salvaguardiamo molto di più”, afferma Banks, evidenziando l’importanza cruciale di questa felina nell’equilibrio ecologico.
Mike DiGirolamo, host e produttore di Mongabay Newscast, analizza le sfide e i successi legati alla popolazione globale di tigri, evidenziando che sebbene vi siano stati progressi in paesi come India e Nepal, il quadro generale è complesso. “Ci troviamo di fronte a un mosaico di successi localizzati e stagnazioni”, aggiunge Banks, sottolineando come le politiche insufficienti e l’assenza di investimenti finanziari stiano rallentando gli sforzi di ricostruzione delle popolazioni di tigri in determinati paesi.
In Nepal, la situazione è simile a quella dell’India, con una storica volontà politica di salvaguardare i tigri. Qui, il supporto del pubblico e la presenza di organizzazioni non governative hanno contribuito a creare un ambiente propizio alla conservazione. Al contrario, in altre parti del sud-est asiatico, il tigre è stato storicamente visto come una merce, il che ha complicato ulteriormente la sua protezione.
Le differenze culturali e storiche influenzano enormemente la domanda e l’approccio alla conservazione. A differenza di regioni come il Sud-est asiatico, dove i tigri vengono perseguitati per il commercio illegale, in India e Nepal il tigre è celebrato e protetto come simbolo di identità nazionale e patrimonio culturale. Queste caratteristiche uniche possono fare la differenza nella lotta per la loro sopravvivenza.
Ritornando all’argomento principale, i tigri, come specie ombrello, svolgono un ruolo fondamentale. Mantenere la loro popolazione e il loro habitat non solo beneficia loro ma anche un’intera rete di biodiversità. Quando un’area è protetta per i tigri, si stanno in realtà proteggendo anche molte altre specie e l’ecosistema che le sostiene.
Uno degli aspetti più critici da affrontare è il traffico illegale di tigri e parti di tigre. Il numero di tigri in cattività ha superato quello delle popolazioni selvatiche, il che solleva interrogativi profondi sui legami tra queste e le reti di traffico. Con oltre 5.000 tigri in cattività secondo alcune stime, la domanda e l’offerta di parti di tigre dev’essere monitorata rigorosamente per evitare abusi.
È essenziale che il settore privato e i giganti della tecnologia, come i social media, assumano la responsabilità di monitorare e limitare la vendita di prodotti derivati dai tigri sulla rete, una misura che potrebbe abbattere la domanda. Con investimenti adeguati e attuazione delle politiche, ci sono molte possibilità per salvaguardare i tigri e, di conseguenza, i vari ecosistemi che sostengono.
In sintesi, mentre ci sono segni di speranza in specifiche regioni, il futuro del tigre richiede sforzi concertati e impegni a lungo termine da parte di Stati, ONG e della comunità globale. Solo così si potrà garantire un futuro per questa maestosa specie e per i numerosi ecosistemi da essa sostenuti.
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