Quando viaggio da sola, non sono solo una donna con una gamba, ma Zainab.
Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Riconoscersi nello specchio
Per molto tempo, la ragazza che vedevo nello specchio mi era sconosciuta. Ero un collage di cicatrici, gessi e protesi, misura di nastri e stampi. A casa, mia madre mi abbracciava e mi diceva: “Sei forte. Sei stata fatta per non rompertir”. Non la credevo. Ma desideravo crederle. Forse è stato questo che mi ha portato qui, sul bordo di un dirupo in Oman, con le dita aggrappate a una corda di acciaio, mentre mi arrampicavo, centimetro dopo centimetro, sulla roccia.
Eravamo partiti all’alba, con un sentiero che si snodava tra scaglie di pietra e calcare arancio bruciato. Ero l’unica donna del gruppo – solo io e alcuni avventurieri omaniti che avevo incontrato su Instagram. All’inizio erano allegri, aiutandomi a controllare l’imbracatura e ponendomi domande sulla mia protesi. Ma una volta iniziata l’escursione, le chiacchiere si erano fermate. Il terreno lo richiedeva. La roccia era fragile, si sfaldava sotto i piedi, sempre un po’ incerta. Ci arrampicavamo su massi, muovendoci lungo creste instabili con l’aria aperta da un lato.
Affrontare la via ferrata
Quando arrivammo alla via ferrata, il percorso di arrampicata attrezzato con cavi e rami metalliche, i miei muscoli erano già affaticati. Ci siamo attaccati al cavo. Era freddo, liscio, senza emozioni. Mi muovevo con cautela: prima il piede destro, poi un movimento dell’anca per sistemare la protesi. Non seguiva come una gamba reale. Ogni passo era da calcolare con attenzione. Ma quando il rischio è reale – quando ti trovi in alto e il focus è tutto su di te – non c’è spazio per il risentimento. Quello è stato il momento in cui ho capito di non averci pensato per un’ora. Non stavo calcolando quanto a lungo avrei potuto continuare. Non mi chiedevo se la gente mi avrebbe giudicata se mi fossi fermata. Stavo solo scalando, come tutti gli altri.
I ragazzi erano davanti, i loro movimenti fluidi e sicuri. Ho mantenuto le distanze. Non volevo rallentarli. Ma uno di loro si è girato brevemente e ha sorriso. “Tutto bene?” ha chiamato. Ho annuito. “Tutto a posto.” Non ha offerto aiuto né ha chiesto se avessi bisogno di qualcosa – ha semplicemente continuato a scalare. E questo è stato il rispetto che non sapevo di aver bisogno.
Quando mi sono arrampicata sull’ultimo piolo, le braccia tremanti e il sole sopra di me, la vista mi ha colpito come un’onda: montagne si estendevano come onde su un lenzuolo, il cielo pallido e il vento che soffiava sulla cresta. Gli altri erano già là, bevendo acqua, ridendo. E in quel momento, ho provato una sensazione di libertà – non orgoglio, non vittoria, ma il permesso di essere lì. Di occupare spazio. Di essere esattamente chi ero, senza scuse o spiegazioni.
Un viaggio di scoperta personale
Ogni passo che ho fatto su quel sentiero è stato un atto di scoperta personale. La arrampicata non era solo fisica, ma anche un viaggio interiore. Ho affrontato i miei limiti e ho abbattuto le barriere che mi avevano imprigionata tanto tempo. Essere l’unica donna in un gruppo di avventurieri uomini ha aggiunto un ulteriore strato di sfida. In quei momenti, mi sono reso conto che la vera forza risiede nel mettere in discussione le aspettative e nel voler andare oltre le proprie paure.
Ho scoperto che la solidarietà non richiede parole, e il rispetto si guadagna attraverso l’azione. Ho capito che l’accettazione di sé è fondamentale, e la mia protesi non era un ostacolo, ma piuttosto una parte della mia identità. Non ho mai sentito il peso del giudizio, solo il sostegno silenzioso dei miei compagni.
Questa esperienza non è solo una conquista fisica; è un invito a esplorare le nostre capacità e a riconoscere che ognuno di noi ha una forza interiore da scoprire. Non importa quali siano le sfide che affrontiamo, l’importante è riconoscere e abbracciare la nostra unicità. Ogni passo avvicina al traguardo e, a volte, il viaggio stesso è molto più significativo della meta.
Zainab Al-Eqabi ha documentato questa esperienza in un recente post, condividendo la sua avventura con la comunità online, ispirando molte persone a scoprire il loro potenziale. Le sue parole risuonano nella mente di chiunque abbia mai dovuto affrontare sfide, un promemoria che la vera forza non si misura mai nel fisico, ma nella determinazione e nel coraggio di affrontare il mondo.
Fonti ufficiali:
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