Quanti passi al giorno servono per essere in salute secondo gli scienziati: la verità svelata
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Sanità e Salute
Un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ha smentito il mito dei 10mila passi al giorno come consigliati per mantenere una buona salute. Secondo la ricerca, condotta su un campione di 13.547 donne anziane per undici anni, basterebbero 4mila passi al giorno, per uno o due giorni alla settimana, per ridurre significativamente il rischio di morte prematura e di malattie cardiache. Gli esperti dell’Università di Harvard che hanno condotto lo studio hanno evidenziato che ciò che conta di più è il volume complessivo dei passi compiuti, non la frequenza con cui si cammina.
Il monitoraggio costante delle donne anziane coinvolte nello studio ha dimostrato che rispetto a coloro con uno stile di vita sedentario, quelle che facevano 4mila passi al giorno avevano un rischio di morte inferiore del 26% e un rischio di malattie cardiache del 27%. Per coloro che raggiungevano tra i 5 e i 7mila passi al giorno, i benefici erano ancora maggiori, con una riduzione del rischio di morte prematura del 40%. Inoltre, è stato evidenziato che non c’è un modello unico per fare attività fisica e ognuno può scegliere la modalità che meglio si adatta alle proprie esigenze e capacità.
La raccomandazione che emerge da questa ricerca è che le linee guida sull’attività fisica per le donne anziane dovrebbero includere almeno 4.000 passi al giorno, per uno o due giorni alla settimana, al fine di ridurre la mortalità e il rischio di malattie cardiovascolari. Questo studio mette quindi in discussione la convinzione diffusa che sia necessario raggiungere i 10mila passi al giorno per godere dei benefici per la salute legati all’attività fisica.
In conclusione, basandosi su nuove ricerche scientifiche, sembra che anche una quantità inferiore di passi possa portare a significativi miglioramenti nella salute cardiovascolare e nella prevenzione della mortalità prematura nelle donne anziane. È importante quindi adattare le raccomandazioni sull’attività fisica alle esigenze specifiche di ogni individuo, senza rigidità di regole predefinite.
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