Quelle conoscenze che si prendono troppe confidenze: mettere limiti senza sembrare scortesi (pagina 2)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
Le intrusioni non sono tutte uguali. A volte nascono da semplice curiosità, altre da abitudini sociali consolidate o da un modo di comunicare poco attento. Ma anche quando non c’è cattiveria, una domanda può risultare invadente.
Le questioni economiche, la salute, la vita sentimentale e le scelte familiari sono ambiti in cui ciascuno dovrebbe poter decidere che cosa condividere. Non è necessario fornire spiegazioni dettagliate soltanto perché qualcuno le chiede.
Una risposta breve può essere sufficiente: «Preferisco non parlare di questo», «È una questione personale» oppure «Quando avrò voglia di raccontarlo, lo farò». Il tono può restare tranquillo, senza sarcasmo né aggressività. Più si sente il bisogno di giustificarsi, infatti, più si rischia di trasformare un limite semplice in una trattativa.
Lo stesso vale per le persone che dispensano consigli non richiesti. Se una conoscente commenta continuamente il modo in cui ci vestiamo o gestiamo la famiglia, si può rispondere che si apprezza l’interesse, ma che alcune decisioni preferiamo prenderle in autonomia.
Non sempre l’altra persona reagirà bene. Potrebbe offendersi, minimizzare o sostenere che stava soltanto scherzando. Questo, però, non rende illegittimo il nostro disagio. Un rapporto equilibrato dovrebbe permettere a entrambi di esprimere preferenze e limiti senza essere puniti per questo.