Raccolta di nebbia: una soluzione per la scarsità d’acqua nel deserto di Atacama?
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Comunità del Deserto di Atacama affronta la scarsità d’acqua
Le comunità che vivono nel Deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi della Terra, stanno adottando soluzioni innovative per combattere la scarsità d’acqua. Tra le tecniche più promettenti c’è la raccolta dell’acqua dalle gocce di nebbia che caratterizzano il clima della zona. Gruppi locali hanno installato grandi strutture a rete in grado di intercettare migliaia di litri di acqua dal fango trasportata dal vento. Questo prezioso liquido viene utilizzato sia per bere che per coltivare frutta e ortaggi.
Diversi studi hanno messo in luce i fattori che possono aumentare l’efficienza della raccolta di acqua, tra cui il livello del mare, la temperatura, la radiazione solare e la velocità del vento. Con più ricerca e supporto per programmi pilota, i ricercatori sperano che i governi locali possano adottare nel loro piano di gestione delle risorse idriche strategie simili in futuro.
Le sfide della scarsità d’acqua nel nord del Cile
In molte comunità rurali del Deserto di Atacama, le amministrazioni locali sono costrette a trasportare acqua da altre aree del paese o a estrarla da pozzi profondi. Tuttavia, per le località più difficili da raggiungere, queste soluzioni non sono sempre affidabili né economicamente sostenibili. Gli abitanti, insieme a ricercatori, stanno esplorando metodi più innovativi per ottenere acqua dall’ambiente circostante.
Uno degli approcci utilizzati è l’impiego della nebbia che spesso copre il nord del Cile. L’aria fredda proveniente dall’oceano Pacifico genera nuvole basse che si dirigono verso l’interno, venendo bloccate dalle montagne costiere e depositandosi a livello del suolo. Grazie a tecniche adeguate, i gruppi locali sono riusciti a “catturare” questa nebbia e convertirla in acqua potabile.
“Le nuvole sono composte da gocce d’acqua già formate” ha dichiarato Camilo del Río, direttore del Centro del Deserto di Atacama della Università Cattolica del Cile. “Quando una nuvola viene trasportata dal vento e tocca la superficie terrestre, si trovano migliaia di litri d’acqua.” Grazie a queste tecniche, è possibile integrare la nebbia raccolta nelle risorse idriche per uso umano e per attività agricole.
I gruppi locali sono riusciti a raccogliere abbastanza nebbia da integrare l’acqua potabile e sostenere progetti agricoli. Tuttavia, persistono diverse sfide associate a questa strategia. Gli studiosi desiderano aumentare l’efficienza della raccolta di nebbia e ampliare il sistema, nel tentativo di convincere le autorità locali a investire nella tecnologia.
Origini e innovazioni della raccolta di nebbia
Da secoli, diversi gruppi a livello globale stanno sperimentando modi per raccogliere nebbia e umidità. Ad esempio, nelle Isole Canarie, le persone raccoglievano l’acqua che gocciolava da alberi come ginepri e pini. In Oman, hanno costruito cisterne sotto gli alberi che formavano gocce d’acqua sui suoi rami. Negli anni ’60, in Sudafrica, ricercatori hanno sviluppato un approccio sistematico per la raccolta della nebbia, usando schermi in plastica per intercettare le gocce d’acqua.
La maggior parte delle innovazioni nel settore della raccolta di nebbia sono avvenute nel nord del Cile, continuando a diffondersi in altre parti del mondo. “I raccoglitori di nebbia sono un’invenzione cilena,” afferma Orlando Rojas Figueroa, presidente del Gruppo dei Raccoglitori di Nebbia di Atacama.
Nel 1987, la comunità di Chungungo ha installato uno dei più grandi progetti di raccolta di nebbia dell’epoca, con 100 raccoglitori di nebbia che fornivano circa 33 litri di acqua pulita al giorno per i circa 300 residenti. Utilizzando ampie reti, questi raccoglitori intercettavano le gocce d’acqua portate dal vento.
Il futuro della raccolta di nebbia in Cile
Nel 2023, i ricercatori in Cile hanno iniziato uno studio per valutare il potenziale di raccolta dell’acqua dalle nebbie e se potesse costituire una risorsa fresca complementare. Hanno utilizzato il raccoglitore di nebbia standard, un telaio a rete, per identificare i luoghi più adatti all’installazione, considerando fattori meteorologici come temperatura dell’aria, radiazione solare e velocità del vento.
I risultati hanno mostrato che la raccolta di nebbia ha un potenziale maggiore in aree extraurbane. All’interno della comunità di Alto Hospicio, se venissero installati 1.000 m² di raccoglitori di nebbia, si potrebbero ottenere tra 200 e 4.900 litri d’acqua al giorno.
I ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche sul campo per comprendere meglio il potenziale della raccolta di nebbia nel nord del Cile. Raccomandano inoltre di progettare progetti pilota e valutare l’integrazione della raccolta di nebbia nelle strategie di gestione idrica municipale.
Le amministrazioni locali dovrebbero iniziare con piccoli progetti per sviluppare linee guida nel corso di alcuni anni, acquisendo una maggiore comprensione della strategia.
Iniziative locali e sensibilizzazione
Nel 2022, l’ufficio del turismo e del patrimonio di Alto Hospicio ha condotto un’indagine sulla storia naturale e culturale dell’area, identificando specie che dipendono dalla nebbia come le piante di Tillandsia. Grazie a questo studio, hanno installato quattro raccoglitori di nebbia, capaci di raccogliere tra 7 e 10 litri d’acqua in una giornata nebbiosa.
In aggiunta alla fornitura di un’integrazione di acqua dolce, il progetto mira principalmente a sensibilizzare sull’importanza della raccolta di nebbia. Vengono organizzati tour del sito per residenti e scuole, e in futuro si prevede di creare un centro educativo ambientale legato all’ecosistema della nebbia.
È evidente che, per far crescere la pratica della raccolta di nebbia, è fondamentale coinvolgere la comunità locale e costruire fiducia nell’efficacia di queste tecniche. I raccoglitori di nebbia, realizzati con materiali semplici, possono essere costruiti da chiunque, rendendo questa tecnologia accessibile e potenzialmente influente per il futuro della gestione idrica in Cile.
Fonte:
– Keim-Vera, K., Lobos-Roco, F., Aguirre, I., Merino, C., & Del Río, C. (2024). Fog types frequency and their collectable water potential in the Atacama Desert. Atmospheric Research, 312, 107747.
– Fessehaye, M., et al. (2013). Fog-water collection for community use. Renewable and Sustainable Energy Reviews, 29, 52-62.
– Olivier, J. (2004). Fog harvesting: An alternative source of water supply on the West Coast of South Africa. GeoJournal, 61(2), 203-214.
– Carter, V., et al. (2025). Unlocking the fog: Assessing fog collection potential in arid urban lands — The Alto Hospicio, Chile case. Frontiers in Environmental Science, 13.
– Klemm, O., et al. (2012). Fog as a fresh-water resource: Overview and perspectives. AMBIO, 41(3), 221-234.
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it