Ragazzo beccato a fotografare infiltrazioni: punito per uso cellulare in classe.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Ragazzo beccato a fotografare infiltrazioni: punito per uso cellulare in classe.

Infiltrazioni d’acqua a scuola: provvedimento per uno studente di Pordenone

Ieri, 6 maggio, un episodio singolare è accaduto in una scuola di Pordenone, dove uno studente ha deciso di documentare le infiltrazioni d’acqua nel soffitto dell’istituto. La foto, che mirava a evidenziare una problematica strutturale, è stata inviata dai ragazzi ai giornali locali. Tuttavia, secondo quanto riportato da Il Messaggero, il ragazzo potrebbe affrontare un provvedimento disciplinare.

Le parole della dirigente scolastica

Il provvedimento disciplinare non è dovuto al contenuto della foto, ma all’uso del telefono in classe, esplicitamente vietato dal regolamento d’istituto. La dirigente scolastica ha chiarito che “l’alunno avrebbe dovuto seguire i canali tradizionali” per segnalare il problema, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole all’interno della comunità scolastica.

Questa decisione ha generato malcontento tra i genitori degli studenti, che si sono espressi in una chat, mettendo in discussione la gestione della situazione. L’intenzione di richiedere spiegazioni alla dirigenza scolastica potrebbe portare a un confronto sui problemi di sicurezza e manutenzione degli edifici scolastici.

I problemi dell’edilizia scolastica in Italia

Questo episodio mette in luce un tema molto più ampio: la sicurezza delle strutture scolastiche. Infatti, secondo il XXIII Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato da Cittadinanzattiva alla Camera dei Deputati lo scorso settembre, la situazione dell’edilizia scolastica in Italia rimane critica. Il report evidenzia che tra settembre 2024 e settembre 2025 ci sono stati 71 crolli di edifici scolastici, il che rappresenta un aumento rispetto ai 69 dell’anno precedente. Oltre a ciò, l’INAIL ha registrato 78.365 infortuni nel 2024, con un incremento di 7.463 casi rispetto all’anno precedente.

Un aspetto preoccupante è che il 49% delle scuole italiane è stato costruito prima del 1976, anno in cui è stata introdotta la normativa antisismica. Malgrado il 46% degli edifici scolastici si trovi in zone ad alta pericolosità sismica, solo il 4% ha subito interventi di adeguamento sismico. Inoltre, solo il 3,8% ha ricevuto miglioramenti coerenti con le nuove normative di sicurezza.

Dall’Anagrafe dell’Edilizia scolastica, risultante dall’attività di Cittadinanzattiva, emerge che, attualmente, il 59% degli edifici scolastici non possiede il certificato di agibilità, mentre il 58,36% è sprovvisto della certificazione di prevenzione incendi. È allarmante notare che il collaudo statico manca nel 42,09% degli edifici, corrispondente a 32.808 strutture. Sebbene circa l’80% delle scuole abbia redatto il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e un piano di evacuazione, ci sono regioni come l’Abruzzo dove solo il 36% degli edifici ha rispettato le normative in vigore.

La questione della sicurezza nelle scuole è quindi un tema cruciale, e l’attenzione pubblica su problematiche come quella emersa a Pordenone potrebbe contribuire a una maggiore consapevolezza. Cittadinanzattiva ha accolto favorevolmente la proposta del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di includere la sicurezza come criterio di valutazione per i dirigenti scolastici. Ci si augura che questa iniziativa possa tradursi in interventi concreti per migliorare le condizioni degli edifici scolastici in tutto il Paese.

È fondamentale quindi che le istituzioni prendano in seria considerazione questi dati e le voci della comunità. La sicurezza nelle scuole non può essere soltanto una priorità sulla carta, ma deve tradursi in azioni tangibili che mettano al primo posto la protezione e il benessere degli studenti. Ogni singolo episodio, come quello del ragazzo di Pordenone, diventa un’opportunità per riflettere su quanto sia cruciale il dibattito sulla sicurezza nelle nostre scuole.

Fonti: Cittadinanzattiva, INAIL, Il Messaggero.

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