Rapiti: alla scoperta del Cristianesimo d’Oriente nel nuovo libro di Bettanini
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA (ITALPRESS) – La drammatica vicenda di Brando Costa, commis di Stato e collaboratore del ministro degli Esteri italiano, rapito in Afghanistan da un gruppo di terroristi Isis-K durante l’evacuazione dall’aeroporto di Kabul, rimane avvolta nel mistero. Da allora le tracce dell’uomo si sono perse, vittima di un’amnesia dissociativa causata da un violento scontro a fuoco. Il suo rapitore, Namatullah, capo della banda, ha deciso di tenere Costa prigioniero, inseguendo l’obiettivo di ottenere un riscatto dagli italiani. Il sequestro è avvenuto lungo l’autostrada del jihad, un percorso di morte che si estende per circa 2500 km da Peshawar e Kabul fino a Damasco, in Siria, attraversando territori ostili e pericolosi. Questa drammatica odissea conduce Namatullah e Brando a un luogo unico: il monastero di Hammam Abu Rabah, fondato dalle suore trappiste guidate da madre Benedetta, convertito in prigione dalla cellula dell’ISIS-K.
Rapiti tra fede e terrore: l’incontro nel monastero
Nel monastero di Hammam Abu Rabah si sviluppa un confronto segnato da grande umanità e fede tra Brando Costa e la Superiora. Pur immersi in una prigionia straziante e in un contesto di violenza, nasce una sincera simpatia tra i due, alimentata dalla forza della preghiera e dalla stabilità di chi affronta la barbarie con coraggio spirituale. Questo rapporto illuminato diventa il cuore del libro “Rapiti – Dalla Siria di Paolo alla Roma di Pietro”, scritto da Tonino Bettanini e pubblicato da Sagep Editori, che racconta non solo una storia di prigionia, ma anche un viaggio interiore alla riscoperta delle radici cristiane orientali e della speranza in mezzo alla guerra.
Mentre sullo sfondo si gioca una complessa partita geopolitica tra servizi segreti, Mossad e diplomazia internazionale, Brando è costretto a ricostruire la propria identità personale. Il suo percorso salvifico, che lo vede accompagnato dalle monache, arriva fino a Roma. Qui inizia una nuova fase, un’avventura che si concluderà con un incontro speciale con il Papa, a suggellare il cammino di rinascita e riconciliazione seguito dai sopravvissuti.
“Rapiti”: un’opera che riflette la guerra siriana e la forza della fede
Il libro di Tonino Bettanini si inserisce in un contesto editoriale e narrativo molto ricco, con un’attenzione particolare alla guerra civile siriana che ormai sembra avvicinarsi a uno snodo cruciale. “Rapiti” non è solo la prosecuzione di diversi lavori precedenti dell’autore – come “Contro tutte le paure”, “Bruxelles, la pelouse des Anglais”, “L’icona di San Pietroburgo” e “L’impermeabile di Kabul” – ma rappresenta un ritorno nella città eterna, dove il protagonista Brando Costa era partito per la sua prima avventura accanto a Giovanni Falcone.
Il racconto è fortemente ispirato a fatti reali e alla testimonianza di una comunità di monache trappiste italiane provenienti dal monastero di Valserena, in provincia di Pisa, che dal 2005 vivono in Siria. Queste sorelle hanno fondato il monastero di Azeir, vicino al confine con il Libano, con la missione di portare pace e speranza in un territorio martoriato dalla guerra. Il loro impegno quotidiano è uno dei pilastri narrativi del libro, simbolo dell’umanità e della spiritualità che resistono anche nei contesti più difficili.
La vicenda di Brando Costa offre così uno sguardo profondo e umano sulle condizioni degli ostaggi in zone di conflitto e sul coraggio di chi sceglie di testimoniare valori di pace in mezzo a tutto ciò che li nega. “Rapiti” si conferma un’opera importante per comprendere la complessità degli scenari medio-orientali e per riflettere sul significato di fede, identità e rinascita.
Fonti ufficiali:
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – www.esteri.it
- Sagep Editori – www.sagepeditori.it
- Comunità Trappista di Valserena – www.monasterodivalserena.it
- Reportages ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – www.ispionline.it
(ITALPRESS)
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