Razzismo a scuola: parole subliminali e pratiche costanti per un ambiente inclusivo e rispettoso. (pagina 2)

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Razzismo a scuola: parole subliminali e pratiche costanti per un ambiente inclusivo e rispettoso. (pagina 2)

La dimensione istituzionale include norme e procedure di inclusione, come la mancanza di cittadinanza formale per alcuni studenti, che influisce profondamente sulle loro opportunità e traiettorie di vita. D’altro canto, la dimensione quotidiana è caratterizzata da interazioni giornaliere, come sguardi, battute e svalutazioni che possono sembrare innocue ma che, accumulandosi, contribuiscono a creare un contesto di microaggressioni. Questi atti possono manifestarsi in domande come “Da dove vieni davvero?” o in complimenti sulla competenza linguistica, azioni che in apparenza possono apparire benevole ma che in realtà perpetuano gerarchie di valore tra i corpi.

Un aspetto critico emerso dalla ricerca è la discrepanza tra le intenzioni degli educatori e gli effetti reali delle loro azioni. Nel tentativo di ribadire un’uguaglianza di fondo, molti insegnanti tendono a non riconoscere le differenze visibili, come il colore della pelle, pensando che i bambini non le notino. Questo comportamento, tuttavia, può portare a una mancanza di legittimazione delle esperienze di discriminazione che gli studenti affrontano ogni giorno.

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