Recupero dei bovini selvatici: un impatto positivo sulle comunità vicino a riserve thailandesi.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Recupero dei bovini selvatici: un impatto positivo sulle comunità vicino a riserve thailandesi.

Il Ritorno del Banteng in Thailandia

I banteng (Bos javanicus), una specie di bovino selvatico, hanno subito una drastica riduzione della loro popolazione, che è calata dell’80% negli ultimi decenni. Fortunatamente, in alcune aree protette della Thailandia, si registrano segni di ripresa. La protezione rigorosa degli habitat, unita alla sorveglianza dei ranger, ha contribuito a ridurre il bracconaggio e a far aumentare i numeri di queste affascinanti creature. Diversi gruppi di banteng si sono persino spostati fuori dalle aree protette, approfittando di habitat limitati ma non protetti adiacenti.

Per proteggere queste popolazioni emergenti, le comunità locali che vivono nelle zone cuscinetto del Santuario Faunistico di Huai Kha Khaeng hanno attivato iniziative di ecoturismo guidate dalla comunità. Queste attività, incentrate sull’osservazione dei banteng, stanno riducendo significativamente la pressione del bracconaggio. La presenza di questo animale è diventata un simbolo per promuovere la conservazione, creando forti deterrenti culturali, sociali ed economici.

“Cinque anni fa non sarei mai riuscito a vedere una cosa del genere”, afferma Boonlert Tianchang, mentre osserva il panorama con un paio di binocoli. “Per vedere un banteng, dovevamo addentrarci profondamente nella foresta. Ora sono proprio qui.” Siamo su una piattaforma di osservazione che si affaccia su una prateria di circa 8 ettari nelle zone cuscinetto intorno al Santuario Faunistico di Huai Kha Khaeng, un’area protetta di riferimento nella provincia di Uthai Thani.

I banteng, dalla pelliccia rossiccia, appaiono uno dopo l’altro, emergendo dal folto bosco. Madri, vitelli e maschi adulti pascolano tranquillamente, il loro corpo arancione brillante che contrasta marcatamente con le gambe bianche sottili e i fondoschiena candidi. “Questo è l’unico posto in Thailandia dove puoi vedere un gran numero di banteng”, sottolinea Boonlert, che vive nella zona cuscinetto e guida queste iniziative ecoturistiche. “Ogni volta che li vedo, mi commuovo, pensando a tutto il lavoro svolto per proteggerli fino a questo punto.”

Riposizionamento della Conservazione

I banteng, come grandi erbivori, svolgono un ruolo cruciale nella dispersione dei semi e nel ciclo dei nutrienti nelle foreste aperte a canopia chiara, habitat preferito di questa specie. Inoltre, il loro comportamento di brucare la vegetazione sottostante contribuisce anche a ridurre il carico di combustibile e a limitare la propagazione di incendi.

Questi animali sono prede primarie per tigri indocinesi, leopardi e cani selvatici, rivestendo un ruolo chiave nelle reti alimentari forestali. Nonostante ciò, la loro popolazione è stata drammaticamente colpita da disboscamento, espansione agricola e caccia. La lista rossa dell’IUCN stima attualmente una popolazione globale di non più di 4.900 individui e nel 2024 la loro classificazione è peggiorata da “in pericolo” a “criticamente in pericolo”.

In Thailandia, i banteng erano scesi a poche centinaia di individui all’inizio del 2000, ma oggi mostrano segnali di ripresa nelle aree protette. Le indagini condotte nel 2024 indicano che la popolazione di banteng nel Santuario Faunistico di Huai Kha Khaeng è raddoppiata negli ultimi vent’anni, raggiungendo almeno 1.400 individui. Questa area è ora riconosciuta come la casa della popolazione di banteng più grande del Sud-est asiatico.

Le strategie di conservazione di successo si basano su pattugliamenti di ranger di alta qualità e un approccio di monitoraggio e contrasto al bracconaggio chiamato SMART (Strumento di Monitoraggio e Rapporto Spaziale). Questo metodo, introdotto nel 2006, ha portato un cambiamento significativo nella gestione delle aree protette, riducendo la pressione del bracconaggio e proteggendo gli habitat.

Il successo della strategia SMART è evidente anche nel ripristino della popolazione di tigri e delle loro prede, come il cervo sambar e il muntiacus. Huai Kha Khaeng ora rappresenta il sito di punta di questo approccio, esteso a 237 aree protette in Thailandia e gestito da oltre 10.000 membri delle pattuglie.

Le popolazioni di banteng hanno recuperato così bene che alcuni gruppi hanno iniziato a spostarsi in habitat erbosi nelle aree cuscinetto, utilizzate per il pascolo e l’agricoltura. Questo ha sollevato preoccupazioni di conflitto tra le comunità locali e i banteng, poiché i raccolti sono stati danneggiati.

Per affrontare il problema, nel 2020, diversi allevatori hanno dovuto rimuovere il bestiame domestico dalle aree frequentate dai banteng per minimizzare il rischio di trasmissione di malattie. Le autorità hanno anche ridefinito zone per chiarire l’uso comunitario, le priorità faunistiche e le giurisdizioni governative.

Ad oggi, più di 320 residenti di 19 villaggi partecipano a iniziative di turismo ecologico, operando tour naturalistici e attività culturali. L’evoluzione dell’iniziativa ha visto un incremento del numero di visitatori dai pochi decine ai migliaia ogni mese. Questo ha trasformato l’iniziativa in una fonte di reddito principale per i partecipanti.

Grazie al supporto di agenzie governative e associazioni accademiche, i residenti del distretto di Rabam hanno avviato un’impresa di turismo faunistico nel 2021. Nonostante l’iniziale scetticismo, il successo di iniziative simili altrove in Thailandia ha incoraggiato i villaggi a impegnarsi in attività ecoturistiche.

I membri dell’iniziativa si sono impegnati a rispettare regole comuni, come astenersi dalla caccia e dalla raccolta di piante nel bosco. Finora, l’impegno per la conservazione sembra aver portato a un rinvigorimento dell’interesse per la fauna selvática anche tra i residenti non direttamente coinvolti nel turismo.

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