Riccardo Fogli, la voce della nostalgia: ode a una carriera lunga una vita (pagina 2)

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

Riccardo Fogli, la voce della nostalgia: ode a una carriera lunga una vita (pagina 2)

Prima delle grandi platee, dei dischi e dei palcoscenici televisivi c’era un ragazzo toscano che aveva scelto la musica quasi come una necessità. Fogli nasce a Pontedera nel 1947 e muove i primi passi come bassista e cantante negli Slenders, formazione rock di Piombino. È una gavetta lontanissima dalle celebrazioni che arriveranno dopo, fatta di strumenti, locali e lavoro.

Quell’esperienza gli permette però di sviluppare una caratteristica che resterà centrale per tutta la sua carriera: la capacità di stare dentro una canzone senza sovraccaricarla. La sua voce non nasce per imporsi con la forza, ma per creare una particolare intimità con chi ascolta.

È al Piper di Milano che il suo percorso cambia. Nel 1966 viene notato dai Pooh, che gli propongono di entrare nella formazione al posto di Gilberto Faggioli. È l’inizio di una storia destinata a diventare parte della memoria della musica italiana.

Il ragazzo che entrò nella storia dei Pooh

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