Ricercatori confermano avvistamenti rari di squali dopo 50 anni in Papua Nuova Guinea.
Pubblicato il da Redazione - Green
Scoperta della Squalo houndshark di sailback
Nel 1973, un team di ricercatori ha identificato una nuova specie di squalo, il sailback houndshark (Gogolia filewoodi), basandosi su un esemplare unico: una femmina gravida catturata nel corso degli anni da un pescatore nei pressi del fiume Gogol, nell’area di Astrolabe Bay, Papua Nuova Guinea. Dopo quella scoperta, è passato quasi mezzo secolo senza che venisse avvistato un altro esemplare di questa specie misteriosa.
Recenti ricerche, però, hanno portato alla luce conferme vitali circa la presenza di questi squali nella stessa area. Un nuovo studio ha svelato che, seppur raramente, il sailback houndshark continua a popolari le acque locali, venendo occasionalmente catturato nelle reti dei pescatori.
La riscoperta del sailback houndshark
Gli scienziati del WWF hanno condotto interviste tra i pescatori e realizzato indagini presso i mercati del pesce nella provincia di Madang, Papua Nuova Guinea. Durante le ricerche, sono stati registrati cinque esemplari femminili di sailback houndshark catturati da un pescatore nei pressi della foce del fiume Gogol in un arco di appena due giorni nel marzo 2020. Questo luogo coincide con la località in cui è stato catturato l’esemplare originale nel 1970.
Nel settembre 2022, un altro pescatore ha catturato il primo esemplare adulto maschile di questa specie, sempre nelle stesse acque vicino alla foce del Gogol. È interessante notare che entrambi i pescatori avevano come obiettivo di pesca il jewfish, e gli houndshark sono stati catturati incidentalmente.
Nonostante gli houndshark non siano obiettivi di pesca mirati, la loro cattura evidenzia una questione importante. Secondo i pescatori locali, la carne di questo squalo non è particolarmente apprezzata, e le sue pinne non sono ritenute buone per il commercio delle pinne di squalo. Tuttavia, molti di loro hanno dichiarato di incappare occasionalmente in questi squali mentre cercano di catturare il jewfish, soprattutto per il suo maaw (vescica natatoria), ricercato tra marzo e novembre. Questo prodotto è considerato una prelibatezza culinaria in molte parti dell’Asia orientale e sudorientale.
Il commercio del maaw rappresenta una significativa pressione sulle specie di pesci minacciati come le sawfish, gli squali di fiume e gli squali winghead nel sud della Papua Nuova Guinea. I ricercatori avvertono che l’interesse crescente per il commercio del maaw potrebbe costituire una minaccia imminente per il sailback houndshark.
Implicazioni sulla conservazione
Questo squalo appare rarissimo e “micro-endemico” alle acque della foce del fiume Gogol. Infatti, non è mai stato rinvenuto durante precedenti indagini marine nella regione. I nuovi avvistamenti, a distanza di 55 anni dall’originale, sono tutti concentrati attorno alla stessa area, suggerendo che il loro habitat possa essere estremamente limitato. Questa distribuzione ristretta rende la specie particolarmente vulnerabile a future pressioni da parte della pesca.
Attualmente, il sailback houndshark è classificato come “Data Deficient” nella Lista Rossa IUCN. Nonostante i recenti avvistamenti, le informazioni riguardanti la sua distribuzione, ecologia e storia naturale rimangono ampiamente sconosciute. La mancanza di dati rende difficile stabilire strategie di conservazione efficaci, ma è chiaro che una maggiore attenzione è necessaria per questo squalo misterioso.
Secondo il rapporto dei ricercatori, è fondamentale un monitoraggio continua dell’ecosistema locale e delle pratiche di pesca per garantire che questa specie non scompaia di nuovo nell’oblio scientifico. Azioni di sensibilizzazione tra i pescatori potrebbero contribuire a preservare questa specie unica, richiedendo il coinvolgimento della comunità e la promozione di pratiche di pesca responsabile.
Il futuro del sailback houndshark dipende da come verranno gestiti i fattori di pressione sulle risorse ittiche dell’area di Astrolabe Bay, rendendo cruciale l’adozione di misure di conservazione che non solo preservino lo squalo, ma anche l’intero ecosistema marino.
Fonti ufficiali: WWF, IUCN Red List, Sagumai et al., 2025.
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