Riconoscere i primi segnali di demenza nel tuo cane: guida utile e semplice.
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Animali
Riconoscere i Segnali Iniziali della Demenza nei Cani
Con l’avanzare dell’età dei nostri amici a quattro zampe, è normale aspettarsi alcuni cambiamenti nel loro comportamento. Tuttavia, gli esperti avvertono che esiste una distinzione importante tra l’invecchiamento normale e la demenza canina. La ricerca recente pubblicata su Frontiers in Veterinary Science indica che le modifiche nel modo in cui un cane cammina possono aiutare i veterinari a identificare in modo più precoce il Disturbo Cognitivo Canino (CCD). Gli studiosi hanno scoperto che i cani con segni di compromissione cognitiva tendevano ad avere una lunghezza del passo più corta nelle loro zampe anteriori, anche considerando l’età e il dolore.
Il dottor Dani Powers, direttore specializzato di neurologia presso Thrive Pet Healthcare, ha dichiarato a Newsweek che i cambiamenti nel modo di camminare di un cane rappresentano solo un possibile segnale. Non sono sufficienti per diagnosticare la demenza. La vera importanza di questo studio è duplice: da un lato, offre la possibilità di riconoscere segni sottili di declino cognitivo nei cani in età avanzata, che potrebbero portare a interventi più tempestivi, e dall’altro, fornisce spunti sui disturbi simili negli esseri umani.
Altri Segnali Precoce da Osservare
Sebbene la ricerca si concentri sulla lunghezza del passo, molti proprietari tendono a notare cambiamenti graduali nel comportamento del proprio cane a casa. Ad esempio, un cane potrebbe iniziare a dimenticare un comportamento appreso ogni poche settimane, ma man mano che la demenza progredisce, questi episodi possono iniziare a verificarsi ogni settimana o addirittura ogni giorno. Questo cambiamento lento nel tempo è spesso più significativo di qualsiasi singolo evento isolato.
Le variazioni nella lunghezza del passo di un cane in età avanzata possono essere un pezzo del puzzle, ma il dottor Powers sottolinea che queste informazioni da sole non possono diagnosticare il CCD. I veterinari cercheranno tipicamente segni come disorientamento, confusione, cambiamenti nelle interazioni con i membri della famiglia o altri animali, cicli di sonno alterati, come camminare o svegliarsi di notte, e incontinenza o perdita di comportamenti precedentemente appresi.
Molti proprietari tendono a minimizzare questi cambiamenti, considerandoli normali per l’invecchiamento, ma questa è una visione comune errata. L’invecchiamento non è una malattia, ma aumenta il rischio di condizioni mediche che necessitano di attenzione. Dolori ortopedici, disturbi ormonali e malattie neurologiche possono mimare o sovrapporsi ai segni di declino cognitivo, rendendo fondamentale una valutazione veterinaria.
È consigliabile discutere eventuali cambiamenti nel comportamento, nella routine o nella mobilità del cane durante le visite di controllo, specialmente quando il cane supera i sette anni. Esami annuali, o addirittura semestrali, e analisi del sangue possono aiutare i veterinari a identificare precocemente problemi medici e stabilire se siano necessari ulteriori test.
Essendo che diverse condizioni mediche possono presentare sintomi simili alla demenza, i veterinari escluderanno prima queste possibilità prima di diagnosticare il disturbo cognitivo canino.
Diagnosi della Demenza Canina
A differenza di molte malattie, il CCD non può essere confermato con un singolo esame. È considerato una diagnosi di esclusione, il che significa che i veterinari devono prima escludere altre possibili cause dei sintomi del cane. Queste includono dolore, artrite, disturbi ormonali, perdita della vista o dell’udito, e malattie neurologiche.
Se i test non mostrano problemi con il metabolismo, le articolazioni o i nervi del cane, allora la disfunzione cognitiva diventa un’ipotesi più probabile. La valutazione può includere esami del sangue, analisi delle urine, imaging come raggi X o risonanze magnetiche e questionari comportamentali progettati per valutare la funzione cognitiva.
Secondo le informazioni fornite dal Dr. Powers, i ricercatori stanno anche investigando biomarker come l’amyloid beta e le proteine acide fibrillari gliali, che potrebbero rendere la diagnosi più obiettiva in futuro, anche se questi test non sono ancora disponibili su base routinaria.
Naturalmente, i risultati di queste ricerche sono promettenti, ma dimostrano solo un’associazione, non una relazione causa-effetto. Occorre ancora tempo e ricerca prima che i cambiamenti nel modo di camminare possano essere utilizzati come strumento clinico.
Possibili Trattamenti per i Cani con Demenza
Attualmente non esiste una cura per il CCD; tuttavia, un intervento precoce può aiutare a mantenere la qualità della vita del cane. I trattamenti spesso combinano farmaci, integratori, diete terapeutiche, arricchimento ambientale, esercizio regolare e modifiche comportamentali personalizzate per il singolo cane. Ogni cane è unico; alcuni mostrano un declino lento nel corso degli anni, mentre altri possono avere un progresso più rapido.
Sebbene sia necessario ulteriore studio prima che i cambiamenti nella lunghezza del passo possano essere utilizzati come strumento diagnostico, i risultati suggeriscono che potrebbero diventare un altro “pezzo del puzzle” per identificare il CCD in modo più tempestivo.
Per ulteriori informazioni, puoi consultare fonti affidabili come la American Veterinary Medical Association (AVMA) e la Frontiers in Veterinary Science.
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