Riflessioni sull’AI nel progetto ‘Magnificent Ambersons’: emozioni contrastanti e nuove prospettive
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
La Ricreazione di “The Magnificent Ambersons” con l’IA: Un Progetto Controverso
Quando una startup ha annunciato lo scorso autunno l’intenzione di ricreare le scene perdute del film classico di Orson Welles “The Magnificent Ambersons” utilizzando l’IA generativa, molti, me compreso, hanno mostrato scetticismo. È difficile comprendere perché si investa tempo e denaro in un progetto che rischia di suscitare l’ira dei cinefili, portando a poco valore commerciale.
Questa settimana, un approfondito profilo redatto da Michael Schulman per il New Yorker ha fornito ulteriori dettagli su questa iniziativa. Al di là delle critiche, il progetto intrapreso dalla startup Fable e dal suo fondatore Edward Saatchi nasce da una sincera passione per Welles e il suo lavoro.
La Passione di Edward Saatchi per il Cinema
Saatchi, il cui padre era uno dei fondatori dell’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, ha raccontato di come da bambino guardasse film in una sala privata con i suoi genitori appassionati di cinema. Ha visto “Ambersons” per la prima volta quando aveva dodici anni. Questo legame intimo con il lavoro di Welles lo ha spinto a esplorare come recuperare un film che ha non solo un impatto storico ma anche un fascino duraturo.
Il profilo ha anche spiegato perché “Ambersons”, pur essendo molto meno famoso di “Citizen Kane”, rimanga così intrigante: Welles sostenne che fosse “una pellicola molto migliore” rispetto a “Kane”. Dopo una screening disastrosa, tuttavia, il suo montaggio fu ridotto di 43 minuti, aggiungendo un finale felice poco convincente per soddisfare le aspettative degli studios, che alla fine distrussero le scene eliminate per fare spazio.
Saatchi ha descritto questo lungometraggio come “il sacro graal del cinema perduto”, sentendo che ci deve essere qualche modo per riparare ciò che è stato danneggiato.
Collaborazioni e Sfide nel Progetto
Saatchi non è l’unico amante di Welles a sognare di ricreare le scene perdute. Fable sta collaborando con il filmmaker Brian Rose, il quale ha già dedicato anni al lavoro su animazioni basate sul copione e sulle fotografie di “Ambersons”, oltre che su appunti di Welles. Dopo aver mostrato i suoi risultati a amici e familiari, Rose racconta che molti “erano perplexi”.
Fable sta utilizzando tecnologie più avanzate: girando scene in azione dal vivo e sovrapponendo ricreazioni digitali degli attori e delle loro voci. Questo approccio rappresenta una versione più raffinata e meglio finanziata del lavoro di Rose. L’intento è quello di offrire uno sguardo sulla visione di Welles.
Nonostante l’articolo del New Yorker presenti alcune clip delle animazioni di Rose e immagini degli attori digitali di Fable, non c’è allo stato attuale alcun filmato che mostri i risultati dell’ibrido live-action-IA.
Le Difficoltà Tecniche Incontrate
Fable ha dichiarato di affrontare notevoli sfide, inclusa la risoluzione di errori evidenti, come la creazione di una versione a due teste dell’attore Joseph Cotten, e compiti più soggettivi come la ricreazione della complessità estetica della cinematografia del film. Saatchi ha persino menzionato un problema di “felicità”, in cui l’IA tende a far apparire le donne del film in modo inappropriato felici.
Sull’eventualità di un rilascio pubblico di questo materiale, Saatchi ha ammesso di aver commesso un “totale errore” non aver consultato l’eredità di Welles prima della sua annuncio. Da allora, ha lavorato per guadagnare la fiducia dell’eredità Welles e di Warner Bros., che detiene i diritti sul film. Beatrice, la figlia di Welles, ha riferito a Schulman di essere stata inizialmente “scettica”, ma ora crede che “stiano affrontando questo progetto con enorme rispetto verso mio padre e questo bellissimo film”.
Opinioni Contrastanti sul Progetto
L’attore e biografo Simon Callow, che sta scrivendo il quarto libro della sua biografia su Welles, ha accettato di consigliare il progetto, definendolo un’idea “eccellente”. Callow è un amico di famiglia degli Saatchi.
Non tutti sono, però, convinti della bontà di questa iniziativa. Melissa Galt ha sostenuto che sua madre, l’attrice Anne Baxter, “non sarebbe affatto d’accordo”. Ha commentato: “Non è la verità; è una creazione della verità di qualcun altro. Ma non è l’originale, e lei era una purista”.
Anche se la mia comprensione degli obiettivi di Saatchi è cresciuta, concordo con Galt: questo progetto, al suo meglio, rischia di generare solo una novità, un sogno di ciò che il film avrebbe potuto essere. In effetti, il confronto tra l’IA e l’arte, sostenuto da scrittori come Aaron Bady, sottolinea la necessità di accettare che alcune perdite sono permanenti.
Il desiderio di Saatchi di “annullare ciò che era successo” può sembrare, per alcuni, un approccio infantile a una questione artistica complessa.
Fonti ufficiali
- New Yorker: Profilo di Michael Schulman
- Variety: [Articolo su “The Magnificent Ambersons”] (https://variety.com)
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