Riforme urgenti richieste nelle zone cuscinetto del Nepal: ecco la situazione attuale.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Riforme urgenti richieste nelle zone cuscinetto del Nepal: ecco la situazione attuale.

Vivendo ai Margini delle Aree Protette in Nepal

I residenti delle zone cuscinetto in Nepal, definite aree circostanti i parchi nazionali, affrontano importanti restrizioni nella raccolta delle risorse, nello sviluppo delle infrastrutture e nelle attività quotidiane, generando frustrazione e proteste politiche, comprese le astensioni dal voto. Le comunità locali subiscono attacchi da parte della fauna selvatica, danni ai raccolti e perdite di bestiame, con i programmi di assistenza che frequentemente non soddisfano le esigenze dei residenti marginalizzati, in particolare coloro che non possiedono certificati di proprietà terriera.

Le autorità locali delle zone cuscinetto sono spesso considerate inefficaci, poiché servono più gli interessi dei guardaparco, i quali detengono un grande potere e, a volte, sovrastano i rappresentanti eletti. Per questo motivo, membri delle comunità e attivisti chiedono linee guida più chiare, sistemi di assicurazione, infrastrutture migliorate, una condivisione equa delle entrate e modifiche legali per bilanciare la conservazione con il benessere delle comunità.

Il Disagio delle Comunità Locali

Bardiya, Nepal — Mewa Lal Pulami e altri residenti del suo villaggio ai margini del Parco Nazionale di Banke hanno scelto di astenersi dal voto nelle recenti elezioni parlamentari del 5 marzo 2026. “Come possiamo votare quando nessuno presta attenzione alla nostra sofferenza causata da animali selvatici come le tigri?” ha dichiarato Pulami a Mongabay, mentre la notizia dell’astensione di massa ha fatto il giro del paese.

I nepalese, come Pulami, vivono nella “zona cuscinetto”, un’area protettiva per i parchi nazionali dove la raccolta e l’uso delle risorse naturali sono soggetti a leggi e regolamenti specifici. Gli abitanti chiedono una revisione urgente del programma per affrontare il conflitto tra esseri umani e fauna selvatica, l’accesso alle risorse, il potere burocratico eccessivo dei guardaparco, la privazione cronica delle infrastrutture e l’aumentare dell’ingiustizia economica.

Circa 30 anni fa, il programma delle zone cuscinetto è stato introdotto con l’intento di incrementare la partecipazione e la proprietà delle comunità nella conservazione di specie iconiche come le tigri (Panthera tigris) e i rinoceronti (Rhinoceros unicornis). Tuttavia, con l’aumento del malcontento, alcuni residenti delle zone pianeggianti sostengono che sia giunto il momento di rivedere o addirittura abbandonare l’intero programma.

La crisi nei rapporti con la fauna selvatica è diventata un tema centrale per le comunità delle zone cuscinetto, come evidenziato dai dati del Dipartimento delle Aree Nazionali e Conservazione della Fauna Selvatica (DNPWC), che riportano 19 decessi, 53 feriti gravi e 50 feriti lievi in Nepal durante l’anno fiscale 2025-26 a causa di attacchi di animali selvatici. Le perdite di bestiame, i danni alle abitazioni e la distruzione dei raccolti continuano a gravare pesantemente sulle famiglie, e i programmi di risarcimento spesso non rispondono adeguatamente alle necessità delle persone più vulnerabili.

Attualmente, il governo fornisce risarcimenti in base a una serie di linee guida che però si sono dimostrate inadeguate, specialmente per le persone che non possiedono certificati di proprietà terriera, pur avendo diritti di affitto. Inoltre, i residenti lamentano il congelamento dello sviluppo, a causa delle severe restrizioni imposte dalle normative di conservazione, che limitano la realizzazione di servizi pubblici essenziali e impediscono il miglioramento della qualità della vita nelle comunità locali.

Per esempio, la costruzione di strade asfaltate e linee elettriche sotterranee è spesso vietata per minimizzare l’impatto sulla fauna. In molte zone, anche i piccoli progetti, come la costruzione di ponti, richiedono approvazioni che raramente vengono concesse. Queste limitazioni compromettono l’accesso alla salute, all’istruzione e ai mercati, alimentando un senso di isolamento e rallentando lo sviluppo locale.

Inoltre, la distribuzione delle entrate alle comunità delle zone cuscinetto è diminuita negli anni. Buddhi Sagar Paudel, direttore generale del DNPWC, ha spiegato che prima della federalizzazione del Nepal nel 2015, il 30-50% delle entrate generate nelle aree protette andava ai comitati delle zone cuscinetto. Attualmente, questo importo è sceso al 20%. Alcuni residenti affermano che, sebbene le attività turistiche stiano migliorando le loro condizioni economiche, i benefici sono minimi rispetto alle perdite e ai danni causati dalla fauna selvaggia.

Infine, aumentano le richieste di riforme legali e di un miglioramento generale della situazione nelle zone cuscinetto. Gli abitanti hanno fatto più volte visita a Kathmandu per esprimere le loro preoccupazioni e chiedere modifiche alle leggi esistenti. Sebbene le loro richieste siano state portate in Parlamento, le riforme di legge rimangono elusive, lasciando queste comunità in una situazione di crescente insoddisfazione e vulnerabilità.

Sezione Fonti:
– Dipartimento delle Aree Nazionali e Conservazione della Fauna Selvatica (DNPWC), Nepal.
– Mongabay, report sul programma delle zone cuscinetto in Nepal.

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Riforme urgenti richieste nelle zone cuscinetto del Nepal: ecco la situazione attuale. - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro