Rinascita delle balene giuste del Nord Atlantico, ma l’estinzione resta una minaccia.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Rinascita delle balene giuste del Nord Atlantico, ma l’estinzione resta una minaccia.

Buone Notizie per le Balene Franche del Nord Atlantico

La stagione di nascita per la balena franca del Nord Atlantico, una specie in pericolo critico di estinzione, si è chiusa registrando 23 nuovi cuccioli. Questo è il numero più elevato di nascite in un singolo anno dal 2009, un segnale positivo per la popolazione di queste magnifiche creature marine.

Un fattore chiave di questo aumento è che molte femmine hanno partorito a intervalli più ravvicinati rispetto agli anni precedenti: ben 18 delle madri di quest’anno hanno partorito negli ultimi sei anni. Amy Warren, responsabile del programma scientifico dell’Anderson Cabot Center del New England Aquarium, ha affermato che “una balena franca sana può dare alla luce un cucciolo ogni tre o quattro anni. Negli ultimi anni, alcune femmine stavano partorendo con quasi dieci anni di intervallo”.

Impatto dei Cambiamenti Climatici sulle Nascite

La causa del ritardo nei parti potrebbe essere attribuita allo stress causato dai cambiamenti climatici, sostengono i ricercatori. Negli ultimi dieci anni, i piccoli crostacei noti come copepodi, principale fonte di nutrimento per le balene a filtro, tra cui la balena franca del Nord Atlantico, hanno cominciato a spostarsi. Questo ha costretto molte balene a percorrere distanze maggiori per trovare cibo sufficiente.

Oggi si stima che ci siano circa 384 balene franche del Nord Atlantico (Eubalaena glacialis) lungo la costa orientale del Nord America. Recentemente, una balena è stata avvistata vicino all’Irlanda, e molte di esse sono state individuate nel Golfo di San Lorenzo in Canada, una località a oltre mille chilometri dal loro habitat abituale. Tale migrazione verso il Golfo rende il loro tragitto di 1.600 chilometri (circa 1.000 miglia) dalla Florida al New England quasi il 50% più lungo. Ciò comporta un maggiore dispendio energetico per trovare cibo, potenzialmente riducendo le risorse disponibili per l’allevamento dei cuccioli, ha spiegato Philip Hamilton, scienziato senior di ricerca presso il New England Aquarium, in una comunicazione a Mongabay.

Nonostante le sfide, l’intervallo di nascite più ravvicinate suggerisce che “queste femmine sono state più efficienti nella ricerca di cibo e si trovano in migliori condizioni”, ha affermato Hamilton. Secondo lui, il numero elevato di cuccioli di quest’anno è anche dovuto a un “arretrato di femmine in stato di parto” dopo diversi anni di nascite ritardate.

Il crescente numero di nascite è una notizia incoraggiante per la specie. Sciaministi spingono per un obiettivo sostenuto di 50 nascite all’anno per ripristinare la popolazione, un traguardo ambizioso per una specie che ha soltanto 70 femmine riproduttivamente attive. Le balene franche del Nord Atlantico, così chiamate perché galleggiano dopo essere state uccise, sono considerate le “balene giuste” per i balenieri. Sono anche lenti, costieri e passano la maggior parte del loro tempo in superficie, caratteristiche che le rendevano facili prede per i cacciatori di balene e le pongono in pericolo anche oggi.

Le loro rotte migratorie si muovono attraverso intensi corsi di navigazione e aree oceaniche piene di corde e reti. La National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti stima che più dell’85% delle balene si sia trovata intrappolata in attrezzature da pesca almeno una volta nella vita.

Finora, i cuccioli di quest’anno sembrano stare bene. “L’ultima conta ha mostrato che 18 dei 23 cuccioli hanno migrato con successo verso i terreni di alimentazione attorno al Massachusetts”, ha dichiarato Hamilton. Nell’anno precedente, almeno cinque dei 20 cuccioli conosciuti erano già morti a questo punto. I segnali positivi attuali per i nuovi nati rappresentano una speranza per il futuro di queste meravigliose balene.

In sintesi, l’aumento delle nascite rappresenta una notevole opportunità per le balene franche del Nord Atlantico, nonostante gli ostacoli ambientali e le pressioni legate alle attività umane. È fondamentale sottolineare l’importanza di conservare questa specie, attraverso iniziative di ricerca, sensibilizzazione e protezione degli habitat. Fonti ufficiali come il National Oceanic and Atmospheric Administration e il New England Aquarium stanno monitorando la situazione e facendo campagne per garantire la sopravvivenza delle balene franche del Nord Atlantico.

> Immagine in evidenza: Una balena franca del Nord Atlantico con il suo cucciolo. Immagine per gentile concessione di FWC Fish and Wildlife Research Institute tramite Flickr (CC BY-NC-ND 2.0).

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