Rio de Janeiro vieta la carne di squalo nelle scuole statali per tutelare l’ambiente.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il divieto di acquisto della carne di squalo in Brasile
Lo stato brasiliano di Rio de Janeiro ha recentemente annunciato un divieto sull’acquisto di carne di squalo per circa il 95% delle scuole pubbliche statali. La decisione è stata motivata da preoccupazioni ambientali e sanitarie, segnando un passo importante nel riconoscimento dei rischi associati al consumo di questo tipo di carne.
Un’inchiesta di Mongabay del luglio 2025 ha rivelato che la carne di squalo era comunemente acquistata per l’uso nelle istituzioni pubbliche di tutto il Brasile, comprese le strutture per anziani e le scuole. L’indagine ha identificato oltre mille bandi pubblici emessi dal 2024, per un totale di oltre 5.400 tonnellate di carne di squalo destinate al consumo pubblico.
Rischi per la salute e mancanza di trasparenza
In Brasile, la carne di squalo è spesso genericamente indicata come “cação” piuttosto che con il termine portoghese “tubarão.” Questo ha reso difficile per i consumatori comprendere esattamente cosa stanno mangiando. Gli ambientalisti avvertono che questa mancanza di trasparenza può portare alla pesca e vendita illegale di squali e razze in pericolo, ingannando i consumatori innocenti.
Gli esperti di salute pubblica segnalano anche potenziali rischi sanitari. In quanto predatori apicali, gli squali accumulano metalli pesanti nei loro tessuti, tra cui il mercurio, un neurotossico. Gli scienziati affermano che non esiste un livello di esposizione al mercurio considerato sicuro, e i bambini, in fase di crescita, sono particolarmente vulnerabili a questi effetti dannosi.
In una comunicazione a Mongabay, il dipartimento dell’istruzione di Rio de Janeiro ha riconosciuto i rischi legati al consumo di carne di squalo. Hanno dichiarato: “Il divieto si basa su motivi tecnici, scientifici, sanitari e ambientali… in aderenza al principio di precauzione e alla protezione globale dei bambini.”
Nonostante ciò, l’Associazione Brasiliana per la Promozione della Pesca ha contestato il divieto. In una dichiarazione inviata a Mongabay, un portavoce ha affermato che “il consumo di cação è completamente legale e sicuro.” Inoltre, si sono espressi preoccupati che l’eliminazione della carne di squalo dalle scuole possa limitare le “opzioni nutritive e accessibili per migliaia di studenti.”
Implicazioni del divieto
Il divieto è entrato in vigore nell’ottobre 2025, ma si applica solo alle scuole gestite dal dipartimento educativo statale. Circa 10.400 altre scuole, gestite da enti locali o privati, possono continuare a servire carne di squalo ai propri studenti. Questo solleva interrogativi sulla coerenza e l’efficacia delle politiche di salute pubblica e protezione ambientale in Brasile.
La notizia del divieto non è stata comunicata attraverso il Gazette ufficiale dello stato, bensì direttamente alle scuole. Questa mancanza di canali ufficiali rende il divieto “fragile” e privo di “trasparenza,” secondo Cadu Villaça, responsabile del Collettivo Nazionale di Pesca e Acquacoltura, un’associazione di categoria del settore.
Un divieto federale sulla carne di squalo era stato proposto nel 2023, ma da allora è rimasto bloccato nel Congresso brasiliano. Tale situazione evidenzia la complessità delle dinamiche politiche e sociali legate alla protezione delle specie marine e alla salute pubblica.
Il dibattito sulla carne di squalo non si limita alla legislazione; coinvolge anche questioni culturali e alimentari. La carne di squalo è stata una fonte di nutrimento per molte comunità costiere, e la sua rimozione dalle mense scolastiche può avere conseguenze a lungo termine sulla dieta e sulla cultura alimentare delle popolazioni locali. Come gestione adeguata di questa risorsa marina può fungere sia da piano di conservazione sia da opportunità per educare le nuove generazioni sui temi della sostenibilità e della sicurezza alimentare.
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Immagine di intestazione: Carne di squalo fresca venduta come cação nei mercati di strada a Rio de Janeiro. Immagine di Karla Mendes/Mongabay.
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