Ripristinare gli squali estinti: è possibile annullare l’estinzione? Nuove speranze per gli oceani.
Pubblicato il da Redazione - Green
ReShark: Il Primo Programma al Mondo di Rewilding degli Squali
ReShark è il primo programma al mondo dedicato al rewilding degli squali, con l’obiettivo di riportare gli squali leopardini dell’Indo-Pacifico nei fondali marini dove erano scomparsi. Il progetto, avviato nelle acque di Raja Ampat, in Indonesia, utilizza uova in surplus provenienti da acquari e le trasporta attraverso gli oceani, allevandole in allevamenti gestiti localmente prima di rilasciarle in natura.
Un gruppo in crescita di conservazionisti indonesiani, tra cui “iscottonitori” formati, studenti e membri della comunità, è al centro del successo e della sostenibilità di questa iniziativa. Con una collaborazione globale basata sulla scienza, ReShark mira a creare un modello per invertire l’estinzione, fondato sulla genetica, sulla gestione locale e sull’engagement del pubblico.
Un Esperimento di Conservazione nelle Acque di Raja Ampat
Nei fondali poco profondi di Raja Ampat, Indonesia, un audace esperimento di conservazione si sta svolgendo. ReShark rappresenta la prima volta che si tenta di riportare in vita una specie di squalo in pericolo di estinzione. Collaborando con il Gruppo Speciale per gli Squali dell’IUCN, Conservation International e 105 istituzioni partner in 20 paesi, l’iniziativa guidata da Re:wild si propone di ripristinare le popolazioni di squali leopardini, conosciuti anche come squali zebra (Stegostoma tigrinum), nei fondali marini dove questa specie è scomparsa.
Mark Erdmann, Direttore Esecutivo di ReShark e Direttore della Conservazione degli Squali presso Re:wild, sottolinea come simili progetti siano stati effettuati su terra, ma mai in mare. “È il primo esempio per gli squali,” afferma Erdmann. La presenza attuale di squali leopardini in Australia, dove le aggregazioni stagionali continuano a verificarsi, conferma la possibilità di reintroduzione. La ricerca genetica ha dimostrato che gli squali di Raja Ampat appartengono alla stessa popolazione genetica degli squali che si trovano in Australia e Nuova Caledonia.
Il programma ha già spedito 126 uova, con 82 cuccioli nati e 39 rilasciati, con l’obiettivo di rilasciare tra 50 e 75 squali all’anno. Questo ritmo ambizioso potrebbe consentire di ristabilire una popolazione vitale in meno di un decennio, mentre un recupero naturale potrebbe impiegare 200 anni.
Il coinvolgimento della comunità è fondamentale per il progetto. Dodici “shark nannies” indonesiane sono state formate per gestire gli allevamenti, con alcuni che proseguono studi avanzati. I bambini delle comunità vicine partecipano alla raccolta di cibo e alle cerimonie di rilascio, integrando la conservazione nella vita quotidiana.
Il Ruolo degli Acquari nella Conservazione
ReShark ha stimolato anche un dibattito più ampio sul ruolo degli acquari nella conservazione. Sebbene spesso controversi, questi istituti si sono dimostrati alleati preziosi. Erdmann spiega che questo progetto sta trasformando gli acquari da semplici attrazioni turistiche in attori attivi del recupero delle specie.
Il progetto non si limita agli squali leopardini, ma prevede di ampliare le sue attività ad altre specie, come il critically endangered bowmouth guitarfish, noto per il suo aspetto preistorico. Con la collaborazione di esperti, il team sta iniziando a raccogliere sperma da maschi selvatici per inseminare artificialmente le femmine negli acquari, aumentando così la diversità genetica senza rimuovere animali dall’ambiente naturale.
In un contesto di crisi della biodiversità, ReShark offre un modello di iniziativa guidata dalla comunità, scientificamente fondata, per combattere l’estinzione, un uovo alla volta. Nesha Ichida, manager del programma indonesiano, osserva: “Questo progetto porta ottimismo e speranza, dimostrando che la natura ha bisogno anche delle persone.”
In un’epoca di sfide ambientali, programmi come ReShark sono fondamentali per cambiare la narrativa sulla conservazione degli squali e per sensibilizzare il pubblico verso il loro ruolo ecologico. Una maggiore empatia per gli squali può portare a un cambiamento positivo per molte specie a rischio.
Fonti ufficiali: IUCN, Conservation International, Re:wild.
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