Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo Autunno caldo, dopo gli studenti in piazza è l’ora degli scioperi: venerdì 30 ottobre e 20 novembre lezioni a rischio, si fermano pure i trasporti. I motivi della protesta usando massimo 15 parole e senza dare suggerimenti ma scrivendo tu il titolo migliore possibile. NON USARE MAI TAG HTML
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
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Mentre le temperature scendono per l’arrivo del vero autunno, quelle dell’ambiente scolastico salgono in modo sensibile: al “rito” delle proteste studentesche, che toccherà l’apice a metà novembre in corrispondenza con la Giornata internazionale degli studenti, quest’anno si è aggiunta l’insofferenza generalizzata (con tanto di deprecabili azioni di piazza violente e danni gratuiti in diverse città) per via del caro benzina, del galoppare dell’inflazione, dei costi per vivere e la scarsità di risorse da destinare alla scuola. Per l’Istruzione pubblica, anche dalla Legge di Bilancio di fine 2026, tranne dei finanziamenti specifici per l’edilizia scolastica, probabilmente derivanti da stanziamenti pregressi o dall’Unione europea, sembra non profilarsi alcun investimento importante. Lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha parlato di “coperta corta”.
Manzi (Pd): la legge di Bilancio preoccupa
E il centro-sinistra lo fa notare: secondo Irene Manzi, deputata e capogruppo in commissione Cultura del Partito Democratico, si sta approvando “una legge di Bilancio che – temiamo – non investirà in istruzione, cultura e ricerca, compiendo una scelta contro le prossime generazioni e contro la capacità del Paese di crescere”.
“Gli studenti sono in piazza da giorni – ha continuato Manzi – per chiedere il diritto allo studio, affitti accessibili, scuole e università finanziate adeguatamente. Sono richieste legittime, concrete, urgenti. Il governo risponde con una manovra che per stessa ammissione del ministro Giorgetti si limiterà a tamponare le urgenze, senza una visione di lungo periodo”.
La deputata dem sostiene che questa “è la dimostrazione di una miopia politica che pagheremo cara negli anni a venire”, perché “i tagli all’istruzione di questi anni, la mancanza di risorse strutturali per il diritto allo studio non sono risparmi, sono debiti che stiamo scaricando sulle nuove generazioni”.
Venerdì 30 ottobre stop sindacati di base
Intanto, fervono i preparativi per il primo grande sciopero generale dell’autunno del 2026, proclamato per venerdì 30 ottobre dai sindacati di base, con manifestazioni previste in tutta Italia: nelle ultime ore, hanno assicurato la loro adesione all’iniziativa diverse associazioni e anche qualche partito.
Come il Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea: “saremo in piazza anche con la proposta 1% Equo: tassare i grandi patrimoni per redistribuire la ricchezza e finanziare la sanità e la scuola pubbliche, il diritto alla casa e i servizi per tutte e tutti. Mentre il costo della vita aumenta e salari e pensioni perdono potere d’acquisto, il governo Meloni continua a puntare sul riarmo sottraendo risorse allo Stato sociale. Noi sosteniamo una scelta opposta: mettere la ricchezza al servizio della collettività, garantire i diritti sociali e far pagare di più a chi possiede di più”.
Insieme a ADL, Clap e Sial, docenti ed ATA sciopereranno e manifesteranno con i COBAS Scuola con i seguenti obiettivi specifici:aumento di 300 euro netti mensili per docenti ed ATA nella terza tranche salariale di contratto (che deve scattare il 1 gennaio 2027) come recupero parziale di quanto perso per l’inflazione nell’ultimo decennio e per gli enormi aumenti energetici degli ultimi mesi;
cancellazione della riforma dei Tecnici, che taglierebbe ore di lezione, materie e migliaia di posti di lavoro, per il mantenimento del Tempo Scuola attuale;
ruolo unico con parità salariale e normativa, alle migliori condizioni attuali, per i docenti di ogni ordine e grado;buoni-pasto per gli/le ATA, come parziale compensazione delle profonde differenze di salario e di orario con i docenti;
impedire che l’Autonomia differenziata, che distruggerebbe l’unità della scuola e delle altre strutture pubbliche e sociali, diventi legge:
aumento degli investimenti nella Scuola pubblica e riduzione della spesa militare.
Il rischio precettazione dello sciopero dei trasporti
Quella del 30 ottobre potrebbe essere una giornata di disagi generalizzati. Anche sul fronte trasporti: la Commissione di Garanzia ha chiesto al governo di procedere con “la precettazione dello sciopero dei trasporti“: secondo la Usb, che una delle sigle sindacali promotrici della protesta, l’iniziativa di precettare gli aderenti sarebbe stata esplicitata “con la scusa della franchigia per la ricorrenza del 2 novembre”.
A questo punto, non si esclude che il ministro Matteo Salvini pubblichi “un’ordinanza di precettazione per i settori dei trasporti”: sempre per l’Usb sarebbe un “gravissimo errore” di valutazione della situazione.
Il 20 novembre sciopero della Cgil
E tre settimane dopo si replica: venerdì 20 novembre lo sciopero generale è stato indetto dalla Cgil, nella giornata di mobilitazione europea delle studentesse e degli studenti.
Tra le motivazioni della protesta, hanno spiegato gli organizzatori, c’è la volontà di rimettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Aderirà anche la FLC CGIL: l’astensione per l’intera giornata riguarda il personale del comparto e dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca, degli atenei e i docenti universitari, tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. La FLC CGIL rappresenta le professionalità di scuola, università, ricerca, AFAM, formazione professionale ed educazione degli adulti.
Tra le motivazioni indicate dalla FLC CGIL c’è la richiesta di inserire in legge di Bilancio le risorse per salari adeguati al costo della vita, con i rinnovi contrattuali a partire dal triennio 2028-2030, e di costituire un fondo perequativo per le retribuzioni dei settori della conoscenza rispetto al resto della PA.
Una iniziativa di protesta, quella del 20 dicembre, che potrebbe raccogliere un numero consistente di adesioni. Anche perchè in quei giorni si entrerà nel vivo dell’esame, in Parlamento, dell’ultima Manovra della legislatura record, a livello temporale, condotta dal Governo Meloni.
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