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Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo
Autore: Andrea Ceriani
Scuole dell’infanzia, elementari, medie, superiori. Direttori Didattici, Presidi delle medie, Presidi dei licei (e tecnici). Qualche docente, forse i più anziani (come lo scrivente), rimpiange questo mondo scolastico antico e passato, ben consapevole, però, che non tornerà più.
Alcuni (riprendo un articolo di ottobre apparso sul vostro sito) sperano ancora (o speravano) che si ritorni all’organizzazione scolastica di un tempo, soprattutto che ritornino le figure, ben distinte, di Direttore Didattico e di Preside. È giusto e lecito desiderarlo ma, con realismo e pragmatismo, si deve ammettere e prendere atto della ‘morte’ del Direttore Didattico e del Preside e dell’impossibilità (salvo miracoli) di resuscitare il passato.
A partire dagli anni ’90, esigenze economiche (leggasi dimensionamento) e altre motivazioni più nobili, che al momento però non riusciamo ad individuare (forse la discutibile riforma dell’autonomia scolastica), hanno portato i governi a unire scuole dell’infanzia, elementari e medie (istituti comprensivi) e a ‘fondere’ i diversi responsabili dei distinti ordini scolastici, creando così la ‘persona’ del Dirigente scolastico, dotato di tutte le competenze e le capacità per guidare ogni tipo di scuola (dall’infanzia al liceo) e affrontare e gestire con successo tutti gli alunni (e tutti i loro problemi): bambini, adolescenti e maggiorenni.
Probabilmente ora sarà così, ma certo all’inizio, quando ministri saggi, ispirati e lungimiranti hanno pensato di riorganizzare i vertici della scuola, di accorpare o ‘accatastare’ in un unico e grande Istituto scuole di ogni tipologia e di dare vita al Dirigente Scolastico-manager amministrativo, economico e didattico, certo nel periodo di transizione dal vecchio al nuovo, nel mondo dell’istruzione e della formazione regnava una grande confusione.
Ne sono stato testimone. Ho visto Direttori Didattici, abituati a condurre tranquillamente scuole d’infanzia (magari anche asili), entrare nel panico più totale, nella più totale confusione organizzativa quando si sono trovati a portare avanti, per loro volontà o ‘costretti’, una scuola media o (peggio) un liceo (o un istituto tecnico).
Avevano svolto qualche breve e teorico corso di preparazione per impadronirsi delle nozioni necessarie a svolgere dignitosamente il nuovo e arduo compito che li aspettava. Corsi esigui, teorici e non molto utili (meglio che niente!).
Allora, per evitare di cadere in depressione (e di ricorrere allo psicologo), si facevano forza (l’elevato aumento di stipendio certo infondeva coraggio) e si affidavano completamente (soprattutto nelle prime fasi) ai vicepresidi (ora collaboratori) che da anni operavano in scuole medie o superiori. Erano loro, in realtà (i primi tempi), a guidare la scuola, non certo il ‘nuovo’ e ‘ignaro’ Dirigente scolastico.
Tempi difficili per tutto il personale scolastico, se consideriamo che, in quello stesso periodo, venivano soppressi (per risparmiare, potrebbero pensare i ‘maligni’) i Provveditorati agli Studi (e creati Uffici Scolastici provinciali, inseriti successivamente negli Uffici Scolastici Regionali).
Con questa strategica operazione si snelliva l’amministrazione scolastica, ma si caricavano, quasi senza preavviso, le segreterie delle scuole di molti altri compiti (oltre quelli ‘propri’ e tradizionali), per loro difficili, se non impossibili, da svolgere, seppur supportate dagli U.S.P.
Non bastavano certo i pochi corsi di aggiornamento a cui erano sottoposte le già affaticate segretarie perché, in poco tempo, le segreterie imparassero a gestire pratiche fino ad allora mai ‘viste’ (se non da lontano)!
La riorganizzazione del sistema scolastico non è stata certo indolore, anzi ha richiesto (e continua a richiedere) sacrifici, abnegazione, rinunce e impegno da parte di tutti.
Ora, dopo trent’anni, la trasformazione è avvenuta (ma non è detto che sia stato un bene farlo, né nel metodo né nel merito).
Ora il Ministero dell’Istruzione prepara veri Dirigenti scolastici (o manager aziendali) in grado, in teoria, di guidare e amministrare con la dovuta lucidità e la necessaria freddezza di consumati imprenditori qualsiasi tipo di scuola: scuole immense (o aziende che producono diplomi e diplomati), alquanto complesse. E le segreterie scolastiche sono ben attrezzate in risorse e personale (così pensano alcuni) per svolgere con profonda conoscenza e provata competenza gli innumerevoli incarichi a loro affidati.
Adesso, però, bisognerà guidare un’altra trasformazione, quella imposta dall’ineludibile presenza dell’Intelligenza Artificiale. Ma questo è un altro tema.
Per chi, come lo scrivente, è nato professionalmente (e anche anagraficamente) molti, molti anni fa, sarebbe bello ritornare ad avere un Direttore Didattico e un Preside (invero, molti colleghi anziani come me non hanno nostalgie e guardano al futuro con entusiasmo o, per lo meno, con grande interesse).
Magari si potesse ritornare al passato, ma non è possibile se non con il ricordo. Nulla può tornare ad essere uguale a prima: tutto è movimento, progresso o instabilità. O no?
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