Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo Gramellini e la maestra che strappò la pagina sulle mamme: “Per proteggermi, la tolse dai sussidiari di tutta la classe” usando massimo 15 parole e senza dare suggerimenti ma scrivendo tu il titolo migliore possibile. NON USARE MAI TAG HTML

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

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Massimo Gramellini presenta in un’intervista al Corriere il suo nuovo libro, “Beato il popolo che ha bisogno di eroi”, che raccoglie 52 storie di persone reali, “uomini e donne in carne e ossa che a un certo punto hanno alzato gli occhi dal loro ombelico e si sono accorti dell’esistenza degli altri”. Tra i temi della conversazione c’è anche la scuola, con il ricordo della maestra delle elementari che lo aiutò dopo la morte della madre, quando aveva nove anni, e la storia di un professore ritrovato dai suoi ex alunni.

Ettore, il primo eroe

Il racconto parte proprio dalla scuola: “Fra Achille ed Ettore, a scuola tifavo per Ettore. È stato il mio primo eroe, un uomo che sa di perdere e va incontro consapevolmente al suo destino”. È l’immagine con cui l’autore introduce la figura dell’eroe imperfetto, che ha una ferita ma va avanti senza lamentarsi.

La maestra e la pagina strappata

Tra le figure eroiche legate alla perdita della madre, Gramellini indica la sua maestra: “Sicuramente la maestra delle elementari. Per proteggermi strappò dai sussidiari di tutta la classe la pagina che parlava delle mamme. Era comunistissima. Ci parlava male degli americani e mio padre, che era stato partigiano e li vedeva invece come dei liberatori, non era d’accordo per niente. Me lo ricordo a tavola mentre borbottava: io non la penso così, però tu ascolta sempre quello che ti dice la maestra. Oggi invece un genitore andrebbe dalla preside a lamentarsi”.

Il professore e il batticuore

Fra gli eroi del libro ce n’è più di uno che ha sullo sfondo la scuola. “Perché la scuola sa ancora trovare gli anticorpi contro il cinismo e il disincanto. Lo dimostra la storia del professore anziano, malato e solo che i suoi ex alunni ritrovano e accudiscono. ‘Forse mi vogliono bene perché, quando insegnavo, mi batteva sempre forte il cuore’, dice il prof. Quel batticuore era la sua passione, e gli studenti non l’hanno mai dimenticata. Dovremmo ripartire tutti da lì. Vivere con passione, sempre”.

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