Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo Lavorare a scuola è usurante: pensione anticipata senza penalizzazioni sull’assegno per docenti e Ata, il sindacato ci sta lavorando – VIDEO usando massimo 15 parole e senza dare suggerimenti ma scrivendo tu il titolo migliore possibile. NON USARE MAI TAG HTML

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

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Parliamo di contratto collettivo nazionale di lavoro di Istruzione e Ricerca, in particolare del sesto incontro politico-sindacale per il rinnovo della parte normativa del Ccnl 2025/27, svolto il 4 novembre all’Aran e delle sue ricadute sul personale della scuola: lo facciamo con Elvira Serafini segretario generale Snals-Confsal. Oggi più che mai, uno dei punti molto sentiti dal personale scolastico è quello relativo all’età di pensionamento: tanti insegnanti si sentono stanchi, stressati e desidererebbero uscire prima dei canonici 67 anni, che entro il 2028 diventeranno quasi 67 anni mezzo. I margini per ottenere un anticipo di pensionamento per la categoria a livello legislativo vi sarebbero: nella stessa Legge di Bilancio di fine anno, c’è infatti un “tesoretto” di 850 milioni dedicato alla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, sul quale il dibattito rimane ancora ancora aperto in chiave di emendamenti.

Serafini oggi c’è stato un incontro all’Aran sulla parte delle norme, un incontro interlocutorio che però è servito a mettere in chiaro le posizioni del sindacato: a proposito di cosa?

Sì, c’è stato un incontro molto importante. È chiaro che si sta lavorando tantissimo sui tavoli tecnici, tant’è che le nostre richieste ancora non sono state accolte, altre lo sono. E però direi che il percorso è lungo e chi pensava che oggi si potesse arrivare persino a una firma. Non è così. Dobbiamo lavorare molto. Chiediamo con fermezza alcuni punti che sono imprescindibili per lo Snals. Di conseguenza la trattativa sarà portata avanti con con chiarezza.

Uno dei punti molto caldi, molto sentiti dal personale scolastico è quello relativo all’età di pensionamento: tanti insegnanti si sentono stanchi, stressati e desidererebbero uscire prima dei canonici 67 anni, che entro il 2028 diventeranno quasi 67 anni mezzo: cosa propone il sindacato?

Noi siamo molto attenti a questa problematica perché la problematica del burnout ci interessa da vicino, a tutela di tutto il personale. Sappiamo che il nostro lavoro è usurante, anche se molti pensano che non lo sia. E parlo di tutto il personale, perché avere il contatto con della scuola dell’infanzia, con i bambini piccolini o la scuola elementare e non è da meno anche il lavoro che viene fatto per le scuole di primo e di secondo grado, è un lavoro di attenzione continua, anche del personale ATA che lavora fuori dell’aula. È una considerazione a tutto campo. E noi lavoriamo su questo.

Perchè sostenete che occorre prestare massima attenzione su questo provvedimento?

Sicuramente proponiamo che sia considerato questo stress lavorativo, però dobbiamo dire sempre ai nostri iscritti e non iscritti di stare attenti a quando fare le domande per una pensione anticipata, perché poi il il conto viene dopo e di conseguenza ci si accorge che la pensione è troppo al di sotto di quelle che erano le aspettative. Il sindacato sta lavorando per cercare di creare delle condizioni ideali per non trovarsi in questa situazione di estrema difficoltà, della riduzione dell’assegno di pensione.

Quindi, attenzione a non ridurre l’assegno di quiescenza, che ricordiamo è stato già penalizzato pesantemente, per molti insegnanti e anche per il personale ATA, a seguito delle nuove formule previdenziali, in particolare con il passaggio dalla riforma retributiva a quella contributiva. Dosa diciamo, entrando nel merito? Cosa si potrebbe proporre? Ad esempio una formula simile a quella attuale dell’Ape social riguardante la scuola dell’infanzia e primaria, quindi con una penalizzazione il più possibile ridotta?

No, noi chiediamo che non ci sia proprio la penalizzazione e che venga riconosciuto un lavoro usurante senza penalizzazioni. È proprio l’esatto il contrario. E deve valere per tutti i cicli scolastici, anche per il personale ATA, perché il lavoro usurante, per il docente sicuramente ma anche per il personale ATA, vale allo stesso modo: cioè è un lavoro che richiede impegno, energie e molto self-control.

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