Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo Le scuole occupate sono più di 100: la protesta degli studenti contro una “classe politica che sceglie di investire nelle armi” usando massimo 15 parole e senza dare suggerimenti ma scrivendo tu il titolo migliore possibile. NON USARE MAI TAG HTML
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
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Roma sta diventando la capitale anche della protesta studentesca negli istituti superiori contro l’operato del Governo Meloni sul fronte dell’Istruzione: a seguito dell’approvazione della bozza della Legge di Bilancio 2027, con tagli alla scuola, e del decreto legge Scuola 170 – che tra le varie cose introduce lo stop al burqa e un tetto in ogni classe al numero di stranieri non parlanti l’italiano -, alle contestazioni verbali hanno fatto seguito sempre più azioni di contestazione sia all’interno che all’esterno degli istituti scolastici.
Roma capitale anche della protesta studentesca
E sono riprese, con più veemenza, le occupazioni degli istituti scolastici: il 2 novembre sono state occupate entrambe le sedi dello storico liceo scientifico Righi, ma anche i licei Bertrand Russell e Augusto sono stati occupati. Altri istituti della capitale, come il liceo di scienze umane Margherita di Savoia, il 3 novembre riprenderanno le lezioni dopo l’occupazione studentesca durata quasi una settimana.
Le azioni di protesta possono contare anche sul sostegno esterno, come del collettivo Osa, che nelle ultime ore ha prodotto una nota di sostegno all’operato degli studenti in protesta.
“Si prepara un autunno caldo e gli studenti – scrive Osa – sono protagonisti, insieme ai lavoratori, delle grandi mobilitazioni che stanno bloccando il paese, dalle occupazioni delle scuole agli scioperi dei portuali e degli agricoltori contro le condizioni ormai insostenibili di vita e il futuro verso cui ci stanno condannando. Esiste un movimento di classe in questo paese che ha preso consapevolezza dell’incompatibilità di una classe politica che sceglie di investire nelle armi e non nei salari o nella scuola”.
Secondo le stime di Osa, “nelle ultime settimane sono state occupate più di 100 scuole in Italia, contro la ‘scuola caserma’ dello sceriffo Valditara e il definanziamento della formazione pubblica”.
Le e-mail alle scuole che annunciano la presenza di un ordigno
Nel frattempo, si allargano a macchia d’olio anche le azioni di disturbo della didattica: sarebbero all’incirca 280 le scuole che la mattina di 2 novembre hanno ricevuto una e-mail che annunciava la presenza di un ordigno.
L’Ansa ha raccolto la testimonianza della ds Anna Fucile, a capo dell’istituto comprensivo Cagliero di Roma.“La mail – ha raccontato – è arrivata alle 10.13; si presentavano come Corpo della guardia della rivoluzione islamica annunciando di aver lasciato un sacchetto con all’interno esplosivo e un detonatore che avrebbero azionato dopo un’ora. Aggiungevano anche che, per dimostrare che non era uno scherzo, avrebbero fatto esplodere un ordigno su un volo diretto a Roma”.
Assieme all’allarme alle forze dell’ordine, la preside ha fatto evacuare tutti gli studenti dei vari plessi: “Circa 1.800 bambini e il personale sono stati fatti uscire – ha detto la dottoressa Fucile -: li ho spostati nell’agorà di villa Lais perché poteva contenere tutti. Mi dispiace aver creato disagi ma non potevo permettermi di non prendere sul serio quella mail, anche se avevo qualche dubbio. A scuola – ha concluso la preside, dopo avere annunciato la denuncia alla polizia postale – sono arrivati polizia, carabinieri e polizia locale sono stati effettuati controlli con artificieri e cinofili”.
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