Riscrivi e ottimizza per Google Discover questo Social media vietati ai minori di 15 anni. In Grecia il Parlamento approva la legge usando massimo 15 parole e senza dare suggerimenti ma scrivendo tu il titolo migliore possibile. NON USARE MAI TAG HTML
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
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Dal 1° gennaio 2027 in Grecia saranno vietati i social media ai minori di 15 anni. Ad approvare la legge, il Parlamento greco che trasferisce alle piattaforme la responsabilità del controllo dell’età dei fruitori. Coinvolti Instagram, TikTok e Facebook, non WhatsApp e YouTube. Lo riporta ‘Repubblica’.
Un divieto che coinvolgerà anche chi ha già un account e ha meno di 15 anni. Non basterà il consenso dei genitori, ma le violazioni colpiranno le società e non le famiglie. Per il Paese dell’Ue gli effetti dell’suo eccessivo degli strumenti porta danni ai giovani come perdita di sonno e concentrazione e cyberbullismo.
Un punto delicato è quello del controllo dell’età. Il governo greco vuole evitare di far comunicare troppe informazioni personali ai social media e ha dato un limite di due mesi alle società per adeguare i propri sistemi. È questo il passo più difficile. Riusciranno i social media a distinguere un 14enne da un 15enne si chiede ‘Repubblica’?
Violenze giovanili, social e minori, Paolo Benanti: «Nello spazio Ue quei social andrebbero sospesi»
Le piattaforme social guadagnano dalle interazioni, ma scaricano sulla società i costi delle conseguenze, anche sulla salute dei ragazzi. È uno dei passaggi centrali dell’intervista rilasciata da Paolo Benanti, francescano ed esperto di etica delle tecnologie, a Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera.
Il punto più significativo riguarda le responsabilità delle piattaforme e gli strumenti normativi già disponibili in Europa.
Benanti cita il caso di Meta che, negli Stati Uniti, ha raggiunto un accordo extragiudiziale miliardario in una controversia relativa ai danni provocati ai minori dalla dipendenza dai social. Tecnica della Scuola ha seguito molto da vicino prima le accuse a Meta nel processo in Kentucky dove si parlò di algoritmi tossici e successivamente ha abbiamo dedicato ampio spazio all’accordo extragiudiziale dove Meta si è impegnata a agire sui tempi di accesso ai social ma non sull’algoritmo.
Secondo Benanti, i fatti di questi giorni dovrebbero indurre l’Europa a intervenire applicando l’articolo 5 dell’AI Act, che vieta determinate pratiche di manipolazione attraverso l’intelligenza artificiale. Ricordiamo che l’art. 5 dell’AI Act vieta l’immissione sul mercato sistemi che alterano il comportamento di una persona o di un gruppo superando la loro coscienza, compromettendone la capacità di scelta e causando danni significativi (tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli). La conclusione di Benanti è netta: «Nello spazio Ue quei social andrebbero sospesi».
Anche l’ipotesi di vietare l’accesso ai social prima dei 15 anni viene giudicata positivamente, soprattutto perché «obbligherebbe le piattaforme a obbedire a una legge, invece di autoregolamentarsi».
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