Rispettiamo la vita dei ragazzi: un’alternativa ai social è fondamentale per il loro benessere.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Rispettiamo la vita dei ragazzi: un’alternativa ai social è fondamentale per il loro benessere.

Il Futuro dei Giovani Secondo Paolo Crepet

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet esprime le sue convinzioni in modo incisivo e ripetitivo, utilizzando ogni occasione, che si tratti di interviste o incontri pubblici. Con uno sguardo critico e anticonformista, rivolge spesso le sue critiche ai genitori, ai quali attribuisce parte della responsabilità delle difficoltà che affrontano i giovani di oggi.

In una recente intervista rilasciata a Il Messaggero, Crepet ha commentato la condizione dei giovani contemporanei affermando: “Ho come l’impressione che questi giovani vengano invitati a cena quando il cuoco ha già mangiato tutto. Non gli diamo entusiasmo, ma solo una paghetta e ci occupiamo di preparare lo zaino.” Un’affermazione che racchiude una critica profonda alla mancanza di stimoli e entusiasmo per le nuove generazioni.

Crepet continua a scorrere i temi a lui cari, soffermandosi sull’uso dei social media. “Paura non è la tecnologia in sé, ma il vuoto di alternative”, spiega. “Se impedisco a uno studente di controllare i social, lui lo farà comunque. Dobbiamo fornire proposte diverse; se diciamo loro che qualcosa non si fa, dobbiamo anche indicare cosa si può fare. I social sono un passaggio verso il nulla, ma noi, cosa offriamo?”

Incoraggiare la Creatività e l’Indipendenza nei Giovani

Crepet offre ai genitori e agli educatori alcuni spunti di riflessione: “Lasciate che i ragazzi vivano e si esprimano. Devono essere curiosi, esplorare temi che a noi possono non interessare, sviluppare punti di vista originali”. A suo avviso, l’era della tecnologia ha portato a una certa omogeneizzazione delle prospettive giovanili. “Quando alcuni sostengono di sperare nell’intelligenza artificiale buona, io non so quale sia”, aggiunge. “Quello che so è l’importanza di potenziare l’intelligenza umana.”

Crepet continua a discutere delle problematiche che affliggono i giovani oggi: “In molti ambiti siamo abituati a soddisfare le aspettative minime. In passato si è parlato di educazione affettiva nelle scuole, eppure abbiamo solo aumentato il numero di psicologi, mentre i ragazzi si trovano spesso in uno stato di incertezza e ansia. Non è chiaro se sia l’uovo o la gallina ad avere preceduto l’altro.”

Una Visione Critica Sulla Violenza Scolastica

Di recente, Crepet ha affrontato anche la questione della violenza nelle scuole, commentando il caso drammatico di una docente accoltellata da uno studente in provincia di Bergamo. “Il tredicenne aggressore rappresenta perfettamente un sistema malato”, dichiara senza mezzi termini. “Credo che il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, abbia fatto bene a visitare la docente in ospedale, dimostrando così attenzione per la sicurezza del corpo docente.”

Crepet non si ferma qui: propone un’iniziativa che riterrebbe simbolicamente significativa. “Sarebbe opportuno concedere un’onorificenza alla docente. Un gesto del Presidente della Repubblica che potrebbe rinnovare la visione dell’importanza della scuola.”

Secondo Crepet, “non ha senso intervenire solo alla fine, ma è necessario agire prima per prevenire reati. Dobbiamo investire nella valorizzazione del lavoro degli insegnanti e garantire maggiore autonomia alle scuole. C’è anche un ‘vuoto artistico’ da colmare. I giovani oggi faticano a esprimere la loro creatività.”

Proposte per Riattivare la Creatività dei Giovani

Per affrontare questo problema, Crepet ha alcune proposte concrete: “Blocchiamo l’uso dei social per i tredicenni e collaboriamo con artisti come musicisti, ballerini o illustratori per venire nelle scuole”, suggerisce. “Questa sarebbe una straordinaria opportunità per stimolare la creatività dei ragazzi.”

Inoltre, propone di introdurre un’ora alla settimana nelle scuole medie in cui si insegni a giocare dalla dama agli scacchi. “Questa iniziativa potrebbe facilmente aprire le menti dei giovani e stimolare il pensiero critico”, afferma con convinzione. Crepet conclude evidenziando come, in un momento in cui la narrazione e l’ascolto sono atti rivoluzionari, bisogna far riscoprire il valore del raccontare storie.

Fonti: Il Messaggero, Il Corriere della Sera

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