Ritiro di 188.000 tonnellate di olio d’oliva spagnolo: ecco perché.
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Food
La Spagna Prende Misure per Stabilizzare i Prezzi dell’Olio d’Oliva
La Spagna, leader mondiale nella produzione di olio d’oliva, ha deciso di intervenire sul mercato per contrastare la flessione dei prezzi del prodotto. A partire dal prossimo novembre, il governo spagnolo ha annunciato il ritiro dal mercato del 12% della produzione annuale dei frantoi. Si stima che questo corrisponda a circa 188.000 tonnellate di olio, che rimarranno immagazzinate fino al 30 settembre 2027. Questa è la prima volta che Madrid adotta una misura di questo tipo per gestire l’offerta e supportare i produttori locali, evidenziando l’importanza strategica del settore per l’economia spagnola.
Il provvedimento è stato reso noto tramite il Bollettino ufficiale spagnolo e giunge in un momento critico, in cui il raccolto preannuncia abbondanti scorte. Secondo dati riportati da El País e Euronews, la disponibilità di olio d’oliva all’inizio della campagna è stata di oltre 357.000 tonnellate, a cui si aggiungeranno circa 1,6 milioni di tonnellate di produzione. Questa situazione di surplus rischia di esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, un’eventualità che potrebbe danneggiare il reddito dei produttori.
Il Prezzo dell’Olio e le Sfide Attuali per i Produttori
Recenti statistiche mostrano che all’inizio di novembre, il prezzo dell’olio extravergine di oliva si attestava a circa 3 euro al chilo, contro i 4 euro dello stesso mese dell’anno precedente. La diminuzione dei prezzi è stata influenzata dalla ripresa dei raccolti dopo periodi di siccità e ondate di calore che avevano afflitto il settore. Le scelte politiche adottate dalla Spagna mirano proprio a evitare ulteriori cali, garantendo così un sostegno ai produttori che, come evidenziato dal Ministro dell’Agricoltura, “devono affrontare sfide senza precedenti a causa delle fluttuazioni climatiche e delle dinamiche di mercato”.
Le nuove disposizioni richiedono ai frantoi di dichiarare mensilmente la produzione, consentendo loro di stoccare l’olio nei propri impianti o in strutture esterne. Tuttavia, le quantità prodotte a ottobre e nei mesi precedenti non sono soggette a questa regolamentazione. Una delle condizioni che attivano questo meccanismo è che la somma delle scorte iniziali e della produzione prevista superi del 20% la media delle sei campagne precedenti.
Il Ministero dell’Agricoltura spagnolo ha sottolineato che la Spagna è responsabile di circa il 45% della produzione mondiale di olio d’oliva e del 70% di quella europea. Pertanto, le decisioni prese possono avere un impatto significativo non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale.
Prospettive Future e Fusioni Strategic
Mentre il settore cerca di stabilizzare i prezzi, si profila anche un’importante riorganizzazione aziendale. Dcoop e Acesur, due dei maggiori operatori del settore, hanno annunciato un accordo per acquisire Deoleo Holding, nota per i suoi marchi storici come Carbonell e Hojiblanca. L’operazione valuta l’intera azienda a 520 milioni di euro, debito compreso, ma richiede ancora le necessarie approvazioni e il voto degli azionisti della società controllante. Dopo l’annuncio di questo potenziale accordo, il titolo Deoleo ha registrato un calo significativo, chiudendo giovedì con una perdita del 21,1%.
Per il presidente di Dcoop, “questo accordo rappresenta un passo fondamentale per consolidare la nostra posizione nel mercato globale, permettendoci di affrontare le sfide future con una maggiore capacità di investimento e innovazione”. Questa acquisizione potrebbe non solo influenzare il mercato locale, ma anche avere ripercussioni su scala internazionale, vista la portata dei marchi coinvolti.
In sintesi, la Spagna si trova ad affrontare una congiuntura di sfide e opportunità. Con l’intervento del governo per stabilizzare i prezzi dell’olio e le ristrutturazioni aziendali in atto, il Paese è determinato a mantenere il suo ruolo di leader nel mercato globale dell’olio d’oliva, assicurando al contempo la sostenibilità economica dei suoi produttori.
Fonti:
– El País
– Euronews
– Ministero dell’Agricoltura Spagnolo
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