Ritocchini a 50 anni: cosa fare davvero e cosa invece rischia di invecchiare il viso
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty
A 50 anni il desiderio di apparire più fresche non significa necessariamente voler sembrare più giovani. Sempre più donne cercano soprattutto un viso riposato, luminoso e naturale, senza cancellare completamente i segni del tempo.
È proprio qui che entra in gioco il mondo dei cosiddetti “ritocchini”: botox, filler, biostimolazione, laser e trattamenti meno invasivi possono migliorare alcuni inestetismi, ma il risultato dipende moltissimo da come vengono utilizzati.
La regola più importante, infatti, è semplice: un trattamento estetico dovrebbe migliorare il viso, non cambiarlo.
Con il passare degli anni non compaiono soltanto le rughe. Cambiano la qualità della pelle, la distribuzione dei volumi, l’elasticità dei tessuti e persino la forma generale del volto. Per questo non esiste un unico trattamento valido per tutte.
Botox e filler: non fanno la stessa cosa
Il botulino, comunemente chiamato Botox, viene utilizzato soprattutto per ridurre temporaneamente l’attività di alcuni muscoli responsabili delle rughe dinamiche, come quelle della fronte o tra le sopracciglia. Se utilizzato in modo appropriato può rendere lo sguardo più disteso senza necessariamente togliere espressività.
Il problema può nascere quando si esagera. Un’eccessiva riduzione del movimento muscolare può rendere il volto poco espressivo e creare quell’effetto “congelato” che molte donne vogliono invece evitare.
I filler hanno una funzione diversa. Sono sostanze iniettate per correggere o ripristinare determinati volumi e possono essere utilizzati, a seconda del prodotto e dell’indicazione, in diverse aree del viso.
A 50 anni il punto non dovrebbe essere riempire ogni ruga. Il volto, infatti, non invecchia soltanto perché compaiono solchi: spesso perde progressivamente alcuni volumi e cambia la sua struttura.
Per questo un approccio eccessivamente basato sul filler può produrre l’effetto opposto a quello desiderato: zigomi troppo pronunciati, labbra sproporzionate o un viso gonfio possono finire per far apparire più anziché meno evidente l’intervento estetico.
La parola chiave dovrebbe essere proporzione.
Biostimolazione, laser e trattamenti soft: quando l’obiettivo è migliorare la pelle
Non tutto passa necessariamente dalle iniezioni. Esistono trattamenti mirati soprattutto alla qualità della pelle, come alcune procedure di biostimolazione, laser e altre tecnologie utilizzate in medicina estetica.
In questi casi l’obiettivo può essere migliorare luminosità, texture, alcune macchie, irregolarità o segni legati al fotoinvecchiamento, a seconda della tecnica utilizzata.
Sono approcci particolarmente interessanti per chi non vuole modificare i propri lineamenti ma desidera una pelle dall’aspetto più uniforme e curato.
Anche in questo caso, però, non esiste un trattamento “migliore” in assoluto. La scelta deve dipendere dal problema da affrontare, dal tipo di pelle, dalle condizioni individuali e dalle aspettative.
E soprattutto dovrebbe essere preceduta da una valutazione medica. La medicina estetica non è semplicemente una questione di bellezza: anche un trattamento apparentemente semplice può avere controindicazioni, effetti indesiderati o risultati non prevedibili.
Per questo è importante rivolgersi a un medico qualificato e diffidare di chi promette risultati miracolosi, trasformazioni radicali o procedure prive di qualsiasi rischio.
Il vero obiettivo, dopo i 50 anni, potrebbe essere molto più semplice di quanto suggeriscano alcune immagini sui social: non sembrare vent’anni più giovani, ma apparire bene per la propria età.
Un viso naturale non significa necessariamente un viso senza rughe. Significa un viso nel quale continuano a riconoscersi la propria espressione, la propria personalità e i propri lineamenti.
Ed è forse questa la nuova frontiera della medicina estetica: non cancellare il tempo, ma imparare a gestirne i segni senza perdere la propria identità.