Ritocchini al viso e rischio di omologazione: come scegliere senza perdere la propria identità
Il rischio di omologazione non riguarda soltanto il risultato finale, ma anche il modo in cui viene costruito il desiderio di sottoporsi a un trattamento. Social network, filtri fotografici e immagini fortemente ritoccate possono creare aspettative lontane dalla normale varietà dei volti.
Per questo può essere utile arrivare alla consulenza con aspettative realistiche, senza chiedere di riprodurre esattamente il volto di un’altra persona. Un professionista serio dovrebbe valutare se ciò che viene richiesto è realmente indicato e proporre, quando necessario, un’alternativa o anche di non intervenire.
C’è poi un aspetto che riguarda direttamente la sicurezza. I filler sono dispositivi destinati all’uso professionale e il Ministero della Salute ha ribadito nel 2026 che quelli iniettabili devono essere utilizzati da professionisti sanitari qualificati. Le complicanze gravi sono rare, ma possono verificarsi; tra quelle possibili sono comprese infezioni e, in particolari circostanze, occlusioni vascolari. Per questo esperienza dell’operatore, conoscenza dell’anatomia e capacità di gestire eventuali complicazioni sono elementi essenziali.
La medicina estetica può dunque essere uno strumento per valorizzare e non cancellare. Un volto che conserva le proprie proporzioni, la propria espressività e i tratti che lo rendono riconoscibile può risultare più armonioso di un viso trasformato per aderire a un’unica idea di bellezza.
In fondo, il ritocchino più riuscito non dovrebbe far pensare “che cosa si è fatta?”, ma semplicemente “come sta bene”.
