Ritorno all’ora solare: come cambia il nostro organismo e come affrontare il nuovo ritmo

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

Ritorno all’ora solare: come cambia il nostro organismo e come affrontare il nuovo ritmo

Il ritorno all’ora solare modifica il rapporto tra luce, sonno e attività quotidiane. Ecco cosa può accadere nei primi giorni e come aiutare il corpo ad adattarsi

L’arrivo dell’autunno porta con sé il ritorno all’ora solare, con lo spostamento delle lancette indietro di sessanta minuti. Nella notte del passaggio si può dormire apparentemente un’ora in più, ma il cambiamento può comunque richiedere un breve periodo di adattamento.

A risentirne maggiormente è il ritmo circadiano, il sistema biologico che regola l’alternanza tra sonno e veglia e coordina numerose funzioni dell’organismo. Il corpo è infatti abituato a seguire una precisa successione di orari per dormire, mangiare, lavorare e praticare attività fisica.

La reazione varia da persona a persona. Alcuni non percepiscono praticamente alcuna differenza, mentre altri possono avvertire sonnolenza durante il giorno, maggiore stanchezza, difficoltà di concentrazione o cambiamenti dell’umore. A influire è anche la riduzione della luce nel tardo pomeriggio, che modifica la percezione della durata della giornata.

L’orologio biologico segue la luce

Il nostro organismo possiede un orologio biologico interno che coordina numerosi processi nell’arco delle 24 ore. Il ciclo sonno-veglia è quello più evidente, ma i ritmi circadiani partecipano anche alla regolazione della temperatura corporea, dell’appetito, del metabolismo e della secrezione di alcuni ormoni.

Uno degli stimoli più importanti per mantenere sincronizzato questo sistema è la luce naturale. La luminosità percepita dagli occhi fornisce al cervello informazioni sul momento della giornata. Con il ritorno all’ora solare, l’alba arriva prima secondo l’orologio, mentre il buio sopraggiunge nel pomeriggio più rapidamente.

Anche la melatonina, l’ormone associato alla regolazione del ciclo sonno-veglia, è strettamente collegata alla luce. La sua produzione aumenta normalmente nelle ore serali, quando la luminosità diminuisce. Per questo il nuovo rapporto tra luce e orari può modificare temporaneamente i segnali utilizzati dall’organismo per organizzare il sonno.

L’esposizione alla luce naturale al mattino può aiutare a rafforzare il ritmo circadiano. Aprire tende e finestre appena svegli, uscire per una passeggiata o trascorrere qualche momento all’aperto nelle ore luminose sono semplici abitudini che possono favorire l’adattamento.

Sonno, energia e umore: come affrontare il cambiamento

Il ritorno all’ora solare viene generalmente considerato meno impegnativo del passaggio primaverile all’ora legale, quando si perde un’ora di sonno. Nei giorni successivi possono comunque comparire stanchezza, sonnolenza in orari insoliti o piccoli cambiamenti nel ritmo del sonno.

Una persona abituata a svegliarsi alle 7 potrebbe, per esempio, ritrovarsi inizialmente a svegliarsi spontaneamente alle 6 secondo il nuovo orario. Anche la sera potrebbe arrivare prima la sensazione di sonnolenza.

Per facilitare l’adattamento è utile mantenere orari regolari per andare a letto e alzarsi, senza modificare bruscamente la propria routine. Anche i pasti possono contribuire a mantenere una scansione regolare della giornata: colazione, pranzo e cena consumati più o meno agli stessi orari forniscono ulteriori riferimenti all’organismo.

L’attività fisica può continuare normalmente, preferibilmente sfruttando, quando possibile, le ore in cui c’è ancora luce naturale. Anche una semplice passeggiata all’aperto può essere utile per combinare movimento ed esposizione alla luce.

Nelle ore serali, soprattutto se si nota una maggiore difficoltà ad addormentarsi, può essere utile ridurre l’esposizione a schermi e fonti luminose molto intense prima di andare a letto e mantenere un ambiente tranquillo e poco illuminato.

Per la maggior parte delle persone, dunque, il ritorno all’ora solare rappresenta soprattutto un breve periodo di assestamento. Regolarità del sonno, luce naturale, movimento e una routine quotidiana stabile possono aiutare l’organismo a sincronizzarsi progressivamente con il nuovo ritmo delle giornate.

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