Sabrina Ferilli torna in “Gloria – Il Ritorno”: ama i ruoli fragili e imperfetti
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA (ITALPRESS) – Sabrina Ferilli torna in scena con “Gloria – Il ritorno”, sequel finale delle vicissitudini di Gloria Grandi, l’attrice in declino che ha conquistato il pubblico con la sua complessità. Nella prima parte la storia si era interrotta con Gloria in carcere, accusata di aver mentito sulle sue condizioni di salute per tornare sotto i riflettori.
In attesa di giudizio, Gloria affronta le conseguenze delle sue azioni, che hanno segnato profondamente la sua vita privata e professionale. A complicare la situazione è l’imminente pubblicazione di una biografia non autorizzata, che esplora la sua vita e le sue origini popolari senza il suo consenso.
Sabrina Ferilli e il personaggio di Gloria: un ruolo moderno e autentico
La Ferilli descrive Gloria come uno dei suoi personaggi più moderni: “Gloria conosce la difficoltà di sostenere molteplici ruoli – spiega l’attrice – È moglie, madre, amica e sorella, ma riesce a farlo con grande sforzo, specialmente in un’epoca come la nostra.” Questo ritratto di donna sfaccettata e fragile si discosta dai classici ruoli di “eroina” o di figura impeccabile. “Gloria è una donna reale, che sbaglia e subisce, ma non si piega facilmente,” continua la Ferilli.
“La sua simpatia da ‘canaglia’ rompe gli schemi riservati spesso ai personaggi maschili di questo tipo: finalmente anche una donna mostra questo lato,” aggiunge, rivelando una forte identificazione con il personaggio. “Il modello di Gloria sono io!” confessa ridendo. L’esperienza di una carriera trentennale permette a Sabrina di scegliere con attenzione progetti che rispecchiano i suoi valori e le sue ambizioni artistiche.
Riflessioni sulla carriera e la società attraverso gli occhi di Sabrina Ferilli
Nonostante il tempo, Sabrina Ferilli ama raccontare di sé senza filtri: “Le mie interviste di 35 anni fa sembrano fresche come oggi, perché non mi piace creare novità a tutti i costi.” Alla domanda sulla paura di uscire di scena, risponde con serenità: “Mai avuto timore, anche se so che prima o poi accadrà, e sarà una scelta consapevole.”
Nel panorama mediatico e social contemporaneo, Ferilli mantiene un rapporto critico ma equilibrato. “Gestisco poco i social, con l’aiuto di un ragazzo che si occupa di tutto; so solo bloccare commenti negativi,” dichiara. E mentre sottolinea la complessità del mondo virtuale italiano rispetto a quello americano, cita anche la delicatezza di tematiche come il revenge porn, affrontate nella sua fiction “A testa alta”.
Il rapporto con la televisione e il teatro rimane centrale nella sua vita artistica: “Sanremo è uno spettacolo straordinario, anche se la mia prima esperienza è stata segnata da un malinteso,” racconta riferendosi al famoso episodio del quadro di Pierrot di Romano Mussolini. “Amo la tv generalista perché riflette la società con tutte le sue luci e ombre.”
Alle prese con il teatro, Ferilli rivela un legame profondo con il Teatro Sistina dove ha mosso i primi passi importanti come protagonista in musical storici come “Rugantino” e “Alleluja brava gente”. Nonostante le proposte recenti, preferisce non cimentarsi in spettacoli troppo solisti, per rispetto della sua esperienza e del suo modo di lavorare.
Di forte impatto sono le sue parole sulle sfide culturali che le donne affrontano oggi in Italia. Commentando la brevità del dibattito “Me too”, osserva: “Le donne pagano sempre un prezzo più alto, un problema radicato nella cultura famigliare e scolastica, dove talvolta manca il supporto necessario a intervenire.” I social, secondo lei, amplificano spesso il sessismo e l’intolleranza, ma è importante non generalizzare o confondere i diversi fenomeni.
Chiudendo il suo intervento, Sabrina Ferilli ribadisce la sua filosofia di vita e di lavoro: “Ho detto molti no, ma non mi sono mai pentita. Vivo senza rimpianti perché la vita è troppo breve per voltarsi indietro.” “Gloria – Il ritorno” è una produzione Eagle Pictures in collaborazione con Rai Fiction, scritta da Roberto Proia, Cristiana Farina, Fausto Brizzi e Laura Muscardin, con la regia di Giulio Manfredonia.
Fonti ufficiali: Rai Fiction, Eagle Pictures, Italpress
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