Sam Altman conquista il pubblico, ma la vittoria potrebbe non bastare.

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Sam Altman conquista il pubblico, ma la vittoria potrebbe non bastare.

Il Processo di Sam Altman: Le Rivelazioni Svelate

Dopo settimane di testimonianze che hanno etichettato Sam Altman come un “serpente bugiardo”, il giurì ha finalmente ascoltato le parole dello stesso Altman. In un momento cruciale del processo, il suo avvocato, William Savitt, gli ha chiesto quale fosse la sua reazione alle accuse di furto di beneficenza. Altman ha risposto: “Abbiamo creato, con un enorme lavoro, una carità molto ampia, e sono d’accordo che non si possa rubare.” Ha poi aggiunto: “Il signor Musk ha cercato di distruggerla due volte, mi sembra.”

Altman si è presentato in aula assumendo un atteggiamento da “ragazzo di St. Louis”, dando l’impressione di essere confuso e sorpreso dalla situazione. Quando ha lasciato il banco dei testimoni con dei registri di prove, sembrava quasi un alunno disorientato. Nei primi momenti della sua testimonianza, ha mostrato segni di nervosismo, ma si è rapidamente messo a suo agio. Nel complesso, la sua testimonianza è apparsa credibile e, a tratti, ha suscitato simpatia tra i membri del giurì.

Il Potere di Controllo e le Dinamiche di OpenAI

Durante questo processo, ho faticato a comprendere come i membri del giurì stessero percependo le varie testimonianze, dato che ho una certa familiarità con le figure coinvolte. Ho sentito menzogne audaci durante le udienze, come quando Elon Musk ha dichiarato di non perdere mai la calma, per poi dimostrare il contrario durante l’interrogatorio. Altro esempio è stato quando Shivon Zilis, madre dei figli di Musk, ha affermato di non essere a conoscenza della creazione di xAI, nonostante le sue chat smentissero questa affermazione.

Altman ha testimoniato di sentirsi a disagio riguardo all’insistenza di Musk sul controllo totale, non solo perché Musk non era attivamente coinvolto come gli altri, ma anche perché l’idea di OpenAI era che nessuna persona dovesse controllare l’AGI (Artificial General Intelligence). Nella sua esperienza a Y Combinator, ha notato come nessuno volesse rinunciare al potere quando le cose andavano bene. E il suo esempio non è stato Zuckerberg, ma Musk stesso. Quando Altman ha chiesto a Musk riguardo ai piani per la successione di OpenAI, ha ricevuto una risposta molto preoccupante: “Non ci ho pensato molto, ma forse il controllo dovrebbe passare ai miei figli.”

In un’email del 2017, Altman aveva già espresso preoccupazioni per il controllo, affermando che non doveva esserci un’unica persona a gestire l’AGI; proprio per questo era stata creata OpenAI. Ha ribadito che era aperto all’idea di strutture di controllo temporanee, per venire incontro a Musk, mostrando così la sua disponibilità a cedere il controllo fino a determinati traguardi aziendali.

Altman ha espresso l’idea che Musk cercasse il controllo a lungo termine e che lo avrebbe ottenuto se avessero accettato la struttura da lui proposta. Questo si allinea con il fatto che Musk non investe in progetti su cui non ha controllo diretto, a causa delle sue esperienze passate, come nel caso di PayPal.

Arrivare a Tesla? Musk ha provato a reclutare Altman, esprimendo la sua determinazione a potenziare l’IA. In un messaggio, Altman ha avvertito di un “minaccia” velata, sentendo che Musk avrebbe fatto avanzare la sua visione all’interno di Tesla, con o senza di lui.

Musk ha smesso di effettuare donazioni quarterly, aggiungendo che OpenAI stava operando con risorse scarse. Nonostante OpenAI avesse altri donatori, nessuno di loro ha presentato cause contro l’azienda. La decisione di Musk di dimettersi dal consiglio ha suscitato preoccupazione: “La gente si chiedeva se avrebbe cercato vendetta su di noi,” ha affermato Altman. Inoltre, ha notato che la presenza di Musk aveva “demotivato alcuni dei nostri ricercatori chiave” creando danni notevoli alla cultura aziendale.

In aula, è stata presentata una testimonianza di Steven Molo, avvocato di Musk, che ha interrogato Altman su vari individui che lo avevano chiamato bugiardo. Altman ha mantenuto la calma nonostante le accuse e ha mostrato segni di frustrazione. Molo, cercando di sfruttare il fatto che Altman fosse sia CEO che membro del consiglio, ha ricevuto una risposta semplice: i CEO sono quasi sempre nel consiglio delle aziende che guidano.

L’obiettivo di questo processo non è tanto vincere, quanto punire Altman e i suoi soci. Musk ha raggiunto questo scopo, consolidando nella mente del pubblico l’immagine di Altman come “bugiardo serpe.”

Infine, va notato che, sebbene Altman abbia fornito una testimonianza convincente, sembra che la vendetta di Musk sia appena iniziata.

Fonti:
– The Wall Street Journal
– New Yorker
– Y Combinator

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