Scienziati utilizzano l’IA per creare mappa ad alta risoluzione delle praterie di fanerogame.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Scienziati utilizzano l’IA per creare mappa ad alta risoluzione delle praterie di fanerogame.

Mappatura degli Ecosistemi di Posidonia: Un Passo Avanti per la Conservazione

Recenti ricerche condotte da scienziati dell’Arizona State University hanno portato alla creazione della prima mappa ad alta risoluzione degli ecosistemi di posidonia a livello globale. Questa innovativa mappatura ha svelato che il 70% della superficie globale di posidonia si concentra nelle acque costiere di soli cinque paesi, mentre il 21% di essa ricade in aree marine protette. Questi dati mettono in evidenza la necessità di azioni di conservazione mirate.

Le praterie di posidonia rivestono un’importanza cruciale nella protezione delle coste e nel sequestro del carbonio. Questi ecosistemi marini, infatti, sono in grado di assorbire CO2 35 volte più rapidamente rispetto alle foreste terrestri. Essi fungono da habitat per numerose specie marine, ma affrontano minacce significative, come gli uragani, lo sviluppo costiero e le ondate di calore marino.

La Metodologia della Mappatura e i Risultati Chiave

Il team di ricerca ha utilizzato immagini satellitari e intelligenza artificiale per elaborare i dati relativi alla copertura di posidonia in due periodi: 2019-2020 e 2023-2024. Secondo lo studio pubblicato nella rivista Nature, gli scienziati hanno identificato una superficie totale di 148.506 km² di posidonia nel mondo, equivalente a circa 57.340 miglia quadrate, un’area complessiva più grande dell’Inghilterra. La maggior parte di queste praterie si trova in zone subtidali.

“Il nostro obiettivo era mappare la posidonia in modo estremamente accurato,” ha dichiarato Jiwei Li, professore associato presso la School of Ocean Futures dell’ASU e leader dello studio. “Volevamo far sapere alle persone dove si trova la posidonia e dove è possibile proteggerla.”

I risultati ottenuti rivelano che le Bahamas sono un importante habitat per le praterie di posidonia a livello mondiale, insieme agli Stati Uniti, Australia, Indonesia e Cuba. Durante i quattro anni di raccolta e analisi dei dati, il team ha scoperto che quasi il 4% della copertura delle praterie è andato perso, corrispondente a 5.969 km² (2.305 mi²), mentre altre aree tropicali hanno mostrato una degradazione di 6.220 km² (2.402 mi²).

Minacce e Oportunità di Ripristino

Nonostante le sfide, i dati raccolti hanno anche messo in evidenza delle aree dove gli sforzi di ripristino hanno avuto esito positivo. Per esempio, il miglioramento della qualità dell’acqua nella South Bay di Los Angeles e a Cuba ha contribuito al recupero delle praterie di posidonia. “Questa è stata una scoperta inaspettata. Se le condizioni dell’acqua sono buone e non ci sono disturbi dovuti ad attività umane, la posidonia riprende realmente rapidamente,” ha osservato Li. Questo porta un messaggio di speranza per la conservazione di questi ecosistemi.

Gli scienziati sperano che i dati e le mappe generate possano essere utilizzati per informare le decisioni relative alla conservazione. È stato riscontrato che quasi l’80% della perdita di posidonia si è verificata al di fuori delle aree marine protette. Con queste informazioni a disposizione, i conservazionisti e i decisori politici possono lavorare per creare nuove aree protette mirate alla salvaguardia degli ecosistemi di posidonia.

Il Futuro della Posidonia e la Gestione Costiera

L’attività di mappatura della posidonia rappresenta solo l’inizio di un percorso volto a garantire la sopravvivenza di questi ecosistemi. L’integrazione delle conoscenze scientifiche con azioni pratiche potrà supportare la gestione costiera e la mitigazione dei cambiamenti climatici. “La nostra speranza è che queste mappe consentano decisioni più informate basate sui dati per la gestione costiera e la mitigazione dei cambiamenti climatici,” ha dichiarato Li.

La complessità degli ecosistemi di posidonia richiede una maggiore attenzione da parte della comunità scientifica e dei responsabili politici. Sebbene siano meno noti rispetto agli ecosistemi delle barriere coralline, svolgono un ruolo fondamentale nella salute degli oceani e nella lotta contro il cambiamento climatico.

Fonti ufficiali:
– Peng, J., Li, J., Krause, J. R., Lyons, M. B., Murray, N. J., Schill, S. R., … Asner, G. P. (2026). Global high-resolution mapping of seagrass to support conservation. Nature. doi:10.1038/s41586-026-10704-3
– Mongabay Conservation news. DOI: https://doi.org/10.66709/news-323038

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