Sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti ex Ilva, lavoratori di Genova in corteo: “Serve un piano B”
Pubblicato il da Redazione - Cronaca
GENOVA (ITALPRESS) – È iniziato il corteo dei lavoratori ex Ilva di Genova, diretti in prefettura per chiedere che vengano acquistati rotoli di acciaio per mantenere attivi gli impianti del Nord nonostante lo stop di Taranto. In manifestazione anche la sindaca Silvia Salis, il presidente ligure Marco Bucci e diversi parlamentari genovesi. “Non vogliamo pagare colpe che non sono nostre – ha detto durante l’assemblea Armando Palombo della Rsu Fiom -. Verificheremo, se la magistratura chiuderà davvero Taranto, ma Genova, vicina a Taranto, può e deve continuare a produrre. La lettera dei commissari è veramente incommentabile. Mesi fa annunciai che, se Taranto affonda, non vogliamo affondare con loro. Allora noi dobbiamo trovare il piano B, e il piano B è che arrivino dei rotoli. Chi gestisce questa azienda ha avuto dieci mesi di tempo. È semplice? No, ma non è impossibile. Questo è il messaggio che manderemo oggi al Governo e alla Prefettura: devono sterilizzare quella lettera e trovare un piano. Devono metterci dei soldi e non sprecarli in cassa integrazione”.
“Noi vogliamo che da Genova arrivi un messaggio molto chiaro: non vogliamo la chiusura della fabbrica, vogliamo che la fabbrica continui a lavorare”. Lo ha detto Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, dopo aver raggiunto i lavoratori ex Ilva di Genova prima dell’assemblea. Lo stabilimento di Cornigliano “fa un prodotto che è altamente richiesto, che noi importiamo dall’estero – ha aggiunto Bucci -. Nel mondo c’è grande disponibilità di coils e quindi ho chiesto sia al sottosegretario Mantovano sia al ministro Urso di poter prevedere un acquisto all’estero di coils da portare qui, oppure in qualche altro modo attraverso anche fornitori italiani. Se ci vorrà un mese per qualificarli, o due mesi, o tre mesi, non importa. L’essenziale è che ci sia un progetto per portare avanti le forniture di coils per poter essere lavorati qua”.
“La nostra non è una presenza simbolica, ma sostanziale. Non solo la città di Genova e l’amministrazione sono al fianco di questa vertenza, ma la viviamo ancora in modo più assurdo, perché qua non solo c’è il mercato, ci sono tutte le caratteristiche per continuare a produrre, basta solo l’approvvigionamento della materia prima sui mercati internazionali. Questo è un dovere del governo”. Lo ha detto Silvia Salis, sindaca di Genova, a margine del corteo dei lavoratori ex Ilva. “Non c’è una motivazione industriale per trattare in questo modo questo gruppo di stabilimenti quando il mercato richiede le loro lavorazioni – ha aggiunto Salis -. Basterebbe un accordo internazionale per l’approvvigionamento e questo tema non esisterebbe”.
– foto xa8/Italpress –
(ITALPRESS).
Non perderti tutte le notizie di cronaca su Blog.it