Sciopero scuola 7 maggio: studenti protestano contro sfruttamento e leva militare del governo Meloni.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il prossimo giovedì 7 maggio, gli studenti italiani si mobiliteranno in difesa della loro formazione e dei diritti dei lavoratori, partecipando a uno sciopero che interesserà scuole e università. L’iniziativa è promossa dall’Osa e coincide con una protesta internazionale contro la militarizzazione della società, come parte della campagna “We do not enlist”. Gli studenti si raduneranno a Roma alle 9.00 davanti al ministero dell’Università e alle 9.30 al ministero dell’Istruzione, come parte di un secondo giorno di sciopero nazionale proclamato da sindacati autonomi e di base, tra cui la Flc-Cgil.
Motivazioni dello Sciopero
“Vogliamo portare alla luce i problemi quotidiani che affrontiamo e le rivendicazioni per una nuova formazione pubblica”, condividono i ragazzi di Osa. La manifestazione non si limiterà a esprimere dissenso contro le politiche del governo Meloni, ma includerà anche una ferma opposizione alla guerra, al riarmo e alla militarizzazione. “È fondamentale unirsi e bloccare le strade di Roma in corteo, e quel giorno lo faremo insieme”, affermano gli studenti.
Secondo Osa, la crisi della “distruzione pubblica” travolge il sistema educativo del Paese. Le scuole versano in condizioni critiche: a problemi storici di edilizia e precariato si aggiungono difficoltà strutturali e la continua disparità tra scuole di serie A e serie B. Questi aspetti negativi, sostengono, si sono ulteriormente aggravati dalle recenti politiche di Valditara. “Le nuove indicazioni nazionali delineano una scuola ideologicamente reazionaria ed eurocentrica, destinata a ridurre ulteriormente la qualità dell’insegnamento e della formazione”, spiegano i giovani. Il 7 maggio, sciopereranno anche contro le prove Invalsi, che considerano un componente fondamentale del modello educativo neoliberale che intendono rigettare.
Critiche alle Riforme Scolastiche e Universitarie
Secondo gli studenti, la Riforma dei tecnici e professionali rappresenta un disastro, provocando esuberi e creando ulteriori difficoltà per i lavoratori nel settore. Il rischio è un’ulteriore “professionalizzazione”, che di fatto si traduce in sfruttamento per gli studenti. “Le politiche della ministra Bernini hanno portato a un aumento della precarietà con la riforma del preruolo e a un taglio di 700 milioni al Fondo di finanziamento ordinario”, affermano gli studenti di Osa, che non esitano a criticare l’operato del ministro, ribattezzato “ministra somaro”. Nonostante le sue promesse di abolire il numero chiuso per i corsi di medicina, sostengono che la questione sia stata solo rinviata di sei mesi.
Osa afferma anche che la ministra ha favorito le università telematiche e private, lasciando gli studenti privi di alloggi pubblici e costretti a fronteggiare un aumento vertiginoso dei costi abitativi. Questa situazione, secondo loro, rappresenta un chiaro indicativo del fallimento delle politiche governative e dell’ineguaglianza crescente nel diritto all’istruzione.
In definitiva, i ragazzi di Osa segnalano come la riforma della governance accademica stia restringendo progressivamente gli spazi di democrazia all’interno delle università. Le loro rivendicazioni non riguardano solo la difesa di diritti già acquisiti, ma mirano a rilanciare un dibattito sull’importanza di una formazione pubblica e accessibile a tutti.
Questa mobilitazione si configura quindi come una risposta diretta a una crisi sistemica che non soltanto impatta il presente ma disegna un futuro incerto per le nuove generazioni. La speranza è che il 7 maggio, la voce degli studenti e dei lavoratori si faccia sentire in maniera forte e chiara, chiedendo un cambiamento reale e duraturo.
Fonti ufficiali: FLC CGIL, Comune di Roma, Governo Italiano.
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