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Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Un’avventura tra i ghiacci
Durante un’escursione a caccia di bacche, ci ritroviamo immersi nella natura incontaminata della Groenlandia. Ogni passo, ogni scoperta è un piccolo tesoro prezioso da condividere con gli amici. I frutti selvatici che raccogliamo, tra cui mirtilli e lamponi, sono un vero spettacolo per il palato e per gli occhi, rendendo questa esperienza ancora più deliziosa.
### Ghiacciai e paesaggi incantevoli
Nei giorni successivi, ci spostiamo a bordo di un gommone Zodiac per ammirare da vicino gli iceberg, proprio come fossimo in un parco scultoreo. Queste enormi masse di ghiaccio, immobili eppure dinamiche, risvegliano in noi una meraviglia ancestrale. Ogni variazione della luce e delle nuvole trasforma il paesaggio: durante le serate dorate, gli iceberg si tingono di toni rosa e blu, mentre nelle giornate nuvolose il cielo grigio si confonde con il mare, creando un orizzonte indistinto. Gli iceberg sembrano fluttuare in un cosmo senza gravità, con alcuni che brillano di un blu traslucido, simile a uno zaffiro gigante.
La fragilità del ghiaccio
Navigando tra questi giganti silenziosi, ci invadono sensazioni contrastanti. Questi enormi massi di ghiaccio, che una volta erano numerosi e imponenti, stanno scomparendo a causa del riscaldamento globale che scioglie i ghiacciai da cui si formano. La gente locale di Saqqaq osserva i cambiamenti: le temperature sembrano stabilizzarsi a livelli più freddi, con cieli più nebbiosi e un clima sempre più imprevedibile. Persino nell’agosto del 2024, ha nevicato qui. Nonostante questa diminuzione, il ghiacciaio Sermeq Kujalleq continua a calare nel mare più di otto miglia cubiche di ghiaccio ogni anno. La vista di queste montagne di ghiaccio dal nostro tendone da pranzo è spettacolare; mentre gustiamo piatti preparati dalla chef irlandese Philippa King, tra cui merluzzo groenlandese e salsa beurre blanc, ci lasciamo avvolgere dall’atmosfera che ci circonda. La serata si chiude con il suono delle oche che squittiscono e il fragore degli iceberg che si rompono, un sottofondo poetico per una notte da sogno.
Al mattino seguente, ci uniamo alla nostra guida, Siisi Jensen, una giovane entusiasta di Saqqaq. Sfrecciamo verso Qullissat, un paesino fantasma sulla costa settentrionale dell’isola di Disko. Questa località è stata un insediamento minerario per 48 anni, fino al 1972, quando gli ultimi 500 abitanti decisero di andarsene. La loro eredità visibile è costituita da case di legno colorate, ora pericolanti e fatiscenti. Nonostante questo, Qullissat offre uno scenario affascinante, accentuato dalla copertura di nuvole basse che velano le colline circostanti.
Nella cucina che è stata trasformata in un museo informale, esploro vari oggetti, tra cui un giradischi arrugginito e scaffali pieni di barattoli di cibo degli anni ’60. La comunità mineraria di Qullissat ha visto la presenza di lavoratori stranieri, tra cui danesi, svedesi e britannici. Questa apertura ai visitatori riflette la storica ospitalità dei groenlandesi nei confronti degli estranei, una cultura saldamente radicata in una pragmatica di sopravvivenza. Jensen ci racconta che quando i balenieri olandesi arrivarono qui nei secoli XVII e XVIII, erano incoraggiati a corteggiare le donne locali per diversificare il pool genetico. “Quindi era accettabile imbrogliare,” scherza Anika, avviando una discussione sull’argomento della colonizzazione. “I danesi e i groenlandesi – siamo così agli antipodi culturali,” dice Jensen con un sorriso. Durante gli eventi sociali, i danesi tendono a parlare tutti insieme, mentre nei “kaffemik” groenlandesi, chi parla ha il pieno controllo dell’attenzione del pubblico.
Questa esperienza a Qullissat ci fa riflettere sulla storia e sull’evoluzione delle relazioni tra culture così diverse. Ogni luogo racconta una storia, e in Groenlandia, il passato e il presente si intrecciano in un mosaico vivente di memoria e speranza per il futuro.
Per ulteriori informazioni sui cambiamenti climatici e sulla loro influenza sui ghiacciai, è possibile visitare il sito ufficiale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) o il sito di Greenpeace, che forniscono dati aggiornati e approfondimenti sul tema.
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