Scrutini a Giugno: Emilia Romagna Abolisce Trimestri e Quadrimestri per Ridurre la Burocrazia
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il Dibattito sul Periodo Unico di Valutazione nelle Scuole
È giusto valutare collegialmente gli alunni solo alla fine dell’anno scolastico? L’introduzione del “periodo unico” di valutazione potrebbe consentire agli insegnanti di dedicarsi maggiormente alla didattica, ma la questione resta controversa. Infatti, la Regione Emilia Romagna intende portare la questione del periodo unico di valutazione all’attenzione del Governo e del Ministero dell’Istruzione, vista la discordanza nei pareri espressi dai diversi Uffici Scolastici Regionali.
Questa tematica sta suscitando un crescente interesse: l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, ha recentemente risposto durante un’interrogazione della consigliera di Avs Simona Larghetti, affermando che “dobbiamo sgravare i docenti dalla burocrazia per permettere loro di dedicarsi il più possibile alle studentesse e agli studenti” e per affrontare l’ansia crescente tra i giovani. Conti ha anche sottolineato che la Regione ha stanziato due milioni di euro per aprire uno sportello d’ascolto in ogni scuola.
Le Diverse Approcci delle Scuole
Il dibattito ha preso piede anche in seguito a una circolare dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna datata 23 dicembre, in cui si afferma che l’introduzione del periodo unico non rispetterebbe le normative vigenti. Larghetti ha osservato che le eventuali mancate suddivisioni dell’anno scolastico in periodi non sarebbero conformi al quadro normativo attualmente in vigore.
Le risposte delle scuole sono state disparate. Ad esempio, il liceo Torricelli-Ballardini di Faenza ha deciso, a metà anno, di abbandonare l’applicazione del periodo unico, mentre il liceo Oriani di Ravenna ha scelto di confermare questo piano, definendolo una “valida scelta educativa centrale” per il loro progetto formativo. Questo dimostra una chiara diversificazione di approcci e opinioni tra le varie istituzioni scolastiche.
Al contrario, al liceo Minghetti di Bologna, il dirigente scolastico non ha autorizzato la votazione del collegio docenti su una deliberazione per il periodo unico, attenendosi al parere negativo dell’ANP, che sostiene che il periodo unico non sia legittimato dalle norme legislative e regolamentari esistenti. Questa varietà di opinioni mette in evidenza le complessità legate alla valutazione degli studenti e la necessità di un chiarimento normativo.
In un’intervista rilasciata a “La Tecnica della Scuola”, il professor Cristiano Corsini, docente di Pedagogia sperimentale all’Università di Roma Tre, ha commentato la questione: “È assolutamente normale che l’amministrazione scolastica pretenda che al termine di un percorso formativo ci sia una restituzione incentrata sul voto. D’altro canto, la normativa è chiara: la valutazione in itinere non è obbligatoria”. Secondo Corsini, la valutazione deve essere trasparente e descrittiva, il che significa che dovrebbe mirare a migliorare il processo di apprendimento e sostenere anche forme di autovalutazione.
Il dibattito sulla valutazione nella scuola, quindi, si snoda in direzioni complesse e presenta numerose sfide. Da un lato, c’è la necessità di migliorare l’efficienza della didattica, consentendo agli insegnanti di concentrarsi maggiormente sul processo educativo, dall’altro, la questione della conformità alle normative esistenti crea incertezze nel modo di affrontare la valutazione.
Inoltre, altre regioni italiane stanno osservando attentamente gli sviluppi in Emilia Romagna, poiché la decisione finale sul periodo unico di valutazione potrebbe influenzare le politiche educative su scala nazionale. Le discussioni e le posizioni espresse dai vari enti educativi potrebbero portare a una revisione più ampia delle pratiche di valutazione.
Resta quindi da vedere come si evolverà questa situazione e quali misure finali verranno adottate per rispondere alle esigenze sia degli insegnanti che degli studenti. L’approccio che si sceglierà avrà effetti diretti sull’atmosfera scolastica e sul modo in cui gli studenti percepiscono il loro percorso educativo.
Fonti ufficiali: Ministero dell’Istruzione, Regione Emilia Romagna.
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