Scuola, nuovo contratto per docenti e Ata: aumenti a giugno e risorse stabili.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Scuola, nuovo contratto per docenti e Ata: aumenti a giugno e risorse stabili.

Rinnovo del Contratto per Istruzione e Ricerca: Novità e Aspettative

Il contratto per il comparto Istruzione, Università, Ricerca e Afam 2025/2027 ha visto la sua firma il 1° aprile 2023, nella parte economica. Questo importante passo dovrà ora passare al vaglio della Corte dei Conti e del Ministero della Funzione Pubblica, come sottolineato da Ivana Barbacci, leader della Cisl Scuola, in un’intervista alla ‘Tecnica della Scuola’ subito dopo la firma all’Aran.

La Barbacci ha evidenziato che esiste una strategia di continuità tra il contratto economico precedente e quello attuale, che è stato firmato in un periodo di vigenza contrattuale. Questo rinnovo rappresenta un accordo molto significativo, che prevede un aumento complessivo dell’11%, dando il via a nuove prospettive per lavoratori e studenti.

“Adesso – afferma Barbacci – ci aspettiamo che a giugno, in coincidenza con la chiusura dell’anno scolastico, i docenti possano vedere un incremento medio di 143 euro lordi in busta paga, mentre il personale ATA beneficerà di un aumento medio di 110 euro. Queste cifre si riferiscono agli aumenti mensili che saranno ricevuti per intero. Inoltre, ci sono arretrati che, attraverso un’emissione speciale, riguarderanno tutto il 2025 e metà del 2026, per un totale di circa 800 euro lordi per ogni lavoratore.”

Obiettivi Futuri: Welfare e Professionalità

Dopo questo primo importante passaggio, il focus si sposta sulla definizione dei diritti e dei doveri attraverso l’adeguamento della normativa presente nel Ccnl 2025/2027. “È essenziale rispondere alle esigenze dei dipendenti,” ha detto Barbacci, “soprattutto in termini di crescita professionale e definizione delle professionalità del personale ATA, per cui abbiamo già delineato una struttura.”

Il welfare contrattuale è un altro tema di grande importanza: “Puntiamo a introdurre i buoni pasto, che richiederanno risorse aggiuntive, e vogliamo implementare un sistema di assicurazione sanitaria, per il quale abbiamo già fissato un accordo con il Ministero.” Inoltre, Barbacci ha sottolineato l’importanza di recuperare le problematiche rimaste in sospeso dal 2013, che continuano a pesare sulla categoria.

La formazione in servizio resta un aspetto cruciale. La Barbacci ha proposto un arricchimento del percorso formativo che riconosca i crediti accumulati dai lavoratori. “Crediamo fermamente nella creazione di figure intermedie tra docenti e dirigenti scolastici, per supportare le autonomie scolastiche.”

La sindacalista ha messo in evidenza la necessità di una contrattazione che valorizzi le professioni nel settore educativo: “È il momento di aumentare le retribuzioni che attualmente sono insufficienti. La nostra azione non si limita a contratti a breve termine; vogliamo stabilità e risorse per tutti coloro che lavorano nel settore scolastico, dai docenti ai servizi generali.” Barbacci ha sottolineato come l’attuale complessità delle professioni educative non possa più essere sottovalutata.

Le future Leggi di Bilancio giocheranno un ruolo fondamentale nel supporto di questi progetti. “Abbiamo bisogno di risorse stabili e non di interventi elettorali che siano temporanei,” ha dichiarato Barbacci, “Servono piani a lungo termine, che garantiscano sostenibilità e continuità.” La scuola è un elemento centrale per il paese, e un investimento adeguato nelle risorse educative è fondamentale.

Infine, l’attuale contesto internazionale, con i conflitti in atto, rappresenta un ulteriore ostacolo. “Al momento non ci sono condizioni favorvoli; affrontiamo un costo della vita in aumento, con previsioni di inflazione che potrebbero superare il 3%,” ha avvertito Barbacci. “Non possiamo ignorare il valore retributivo per oltre un milione di lavoratori; aumentare gli stipendi è un passo necessario per il rilancio del Paese.”

La Cisl Scuola si impegna a portare avanti queste istanze, ritenendo che un’adeguata valorizzazione dei lavoratori sia fondamentale per una ripresa economica e sociale.

Fonti ufficiali: Cisl Scuola, Ministero della Funzione Pubblica.

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