Scuole ricevono indicazioni per nuovi istituti tecnici: costruzione curricolo d’istituto ottimizzato.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso agli istituti superiori interessati i “Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici”, in vista dell’avvio della riforma che prenderà il via proprio dall’anno scolastico 2026/2027 appena avviato.
Il documento, fornito alle scuole per costruire il curricolo d’istituto, comprende indicazioni sugli ambiti disciplinari, sull’autonomia e la flessibilità, sulla progettazione interdisciplinare, sulla didattica laboratoriale e sulle connessioni con ITS Academy, università e sistema produttivo.
Una delle modifiche apportate rispetto alla bozza precedente riguarda il ripristino delle ore delle discipline di indirizzo nel primo biennio, eliminando le ore inizialmente destinate al curricolo autonomo e restituendole all’area economica e alle scienze sperimentali. Anche la quota del curricolo autonomo nel secondo biennio e nel quinto anno è stata ridotta.
Il sindacato Uil Scuola, guidato da Giuseppe D’Aprile, si impegna a richiedere ulteriori interventi per rafforzare le discipline di indirizzo, salvaguardare l’identità degli istituti tecnici e tutelare il personale.
Il documento inviato agli istituti tecnici include l’organizzazione del curricolo verticale, suddiviso in primo biennio, secondo biennio e quinto anno, ciascuno con specifiche finalità pedagogiche e ordinarie.
Primo biennio:
Il segmento in cui gli studenti consolidano i fondamenti dell’Area di istruzione generale nazionale e avviano il contatto con i contesti tecnologici del percorso scelto, per aiutarli a fare scelte consapevoli e contrastare la dispersione scolastica.
Secondo biennio:
Il passo successivo della verticalizzazione del curricolo, focalizzato sull’acquisizione delle competenze tecnologiche, informatiche e green, con un collegamento ai saperi umanistici e scientifici e un supporto dal mondo del lavoro.
Il quinto anno, invece, mira alla sintesi delle competenze professionalizzanti e alla transizione verso il mondo del lavoro o l’istruzione terziaria, con un approccio flessibile che include alleanze scuola-impresa, adattamento dell’offerta formativa alle richieste del mercato e dimensione internazionale.
In conclusione, la riforma degli istituti tecnici si basa su un approccio graduale e mirato alla formazione professionale degli studenti, con l’obiettivo di prepararli al meglio per il mondo del lavoro e dell’istruzione superiore.
Fonti:
- Ministero dell’Istruzione e del Merito
- Uil Scuola
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