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Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Contrabbando di Avorio: Un Problema Persistente
Anche se si sta diffondendo la narrazione che il bracconaggio degli elefanti sia diminuito, le evidenze dimostrano che il commercio illegale di avorio continua a prosperare. Sono in aumento i coinvolgimenti di reti di crimine organizzato, con il sud Africa che torna a essere il fulcro del commercio illecito globale. “Non possiamo accettare senza riserve l’idea che la situazione sia sotto controllo”, argomenta un recente editoriale in occasione della Giornata Mondiale degli Elefanti 2026.
Nella prima settimana di marzo 2026, grazie a informazioni fornite dalla Environmental Investigation Agency UK, le autorità zambiane hanno sequestrato oltre 500 kg di avorio, arrestando un sospetto con legami storici nel traffico di avorio regionale. Una delle persone coinvolte era già stata condannata nel 2019 per possesso di oltre 200 kg di avorio e aveva trascorso solo pochi mesi in prigione prima di tornare a commerciare.
Il Ruolo delle Reti Criminali e l’Impatto sull’Africa Meridionale
Lo Zambia, sfruttato da reti criminali attive impunemente dal 2002, è nuovamente al centro dell’attenzione. Preoccupano in particolare i gruppi criminali congolesi che operano in Zambia e nella regione circostante, raccogliendo e movimentando prodotti della fauna selvatica, tra cui avorio e corno di rinoceronte. Queste operazioni seguono complesse rotte transnazionali verso l’Asia, con il Vietnam come punto di transito chiave.
Sfruttando una mancanza di volontà politica, deboli misure di enforcement, funzionari corrotti e comunità emarginate, queste reti organizzano spedizioni di bracconaggio in paesi limitrofi, utilizzando intermediari zambiani per alimentare le loro catene commerciali illecite. L’intercettazione avvenuta in Zambia, insieme ad altri importanti sequestri in Tanzania e Botswana, porta il totale globale di avorio sequestrato dal 2023 a circa 29 tonnellate, equivalente a circa 4.000 elefanti uccisi.
Le statistiche mostrano che circa il 60% dell’avorio sequestrato è stato trovato in spedizioni superiori a 500 kg, la soglia definita dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), che segnala attività criminali organizzate. Questi dati suggeriscono che il traffico di avorio è un problema sistemico e organizzato, impattando diversi paesi e giurisdizioni.
Il sud Africa ha ripreso una posizione centrale nel traffico di avorio, con i paesi membri della Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC) che ora rappresentano oltre l’80% del volume totale di sequestri di avorio su larga scala. Le proposte politiche di alcuni stati della SADC per riprendere il commercio legale dell’avorio accentuano ulteriormente le tensioni tra le realtà emergenti e le ambizioni politiche.
Un’Analisi Critica degli Interventi e delle Collettive di Sicurezza
I sequestri, spesso presentati come successi nell’applicazione della legge, non interrompono né disincentivano il bracconaggio. Essi riflettono la capacità di rilevamento e danno un’idea sui volumi di traffico, ma non indicano se le reti criminali vengono realmente smantellate.
Per realizzare una vera interruzione delle attività illecite, sono necessarie indagini mirate e basate su intelligence, che rivelino le strutture più ampie dietro il commercio illegale. Queste indagini consentono processi e condanne, fornendo una misura più affidabile di deterrenza. È fondamentale avviare indagini di follow-up per mappare le reti di traffico e rivelare crimini finanziari che sostengono il commercio.
I dati recenti di CITES, che indicano un declino del bracconaggio, sollevano interrogativi sulle fonti di avorio in recenti sequestri. Se il bracconaggio sta effettivamente diminuendo, è necessario considerare fonti alternative di approvvigionamento. Un possibile fattore può essere la fuga di avorio da stockpile governativi, una situazione già documentata in diversi casi nel corso degli anni.
L’analisi forense è riconosciuta come fondamentale per tracciare gli esemplari di elefante nel commercio. Le norme di CITES esortano i paesi a raccogliere campioni da sequestri di avorio, ma i test genetici su sequestri recenti rimangono limitati o poco documentati. È cruciale poter identificare l’origine dell’avorio sequestrato, per comprendere le dinamiche di approvvigionamento e informare le risposte di conservazione.
In sintesi, le recenti operazioni in Zambia indicano ciò che può essere realizzato attraverso indagini mirate e una cooperazione efficace tra agenzie governative e organizzazioni della società civile. È imperativo mantenere lo slancio per garantire responsabilità, specialmente nei confronti di autori recidivi.
Fonti ufficiali:
– Environmental Investigation Agency
– CITES
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