Sempre disponibili per tutti: perché le donne sono diventate il centralino emotivo di famiglia e amici (pagina 2)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
Una delle ragioni per cui è così difficile sottrarsi a questo ruolo è il timore di deludere. Molte donne hanno imparato, fin dall’infanzia, che prendersi cura degli altri è un segno di amore e che essere disponibili significa essere brave amiche, compagne affidabili o figlie premurose. Il problema nasce quando la cura smette di essere una scelta e diventa un obbligo permanente.
In queste condizioni, dire «adesso non posso» può sembrare un gesto egoista, anche quando si è semplicemente stanche. Si risponde a un messaggio mentre si sta lavorando, si accetta una telefonata durante la cena, si ascolta uno sfogo quando non si hanno più energie. E spesso si minimizza il proprio disagio, perché i problemi degli altri sembrano sempre più urgenti dei propri.
A rendere tutto più complicato è la reperibilità digitale. Smartphone e chat hanno abbattuto i confini tra tempo personale e relazioni: non occorre più incontrarsi o telefonare per chiedere attenzione. Un messaggio può arrivare a qualsiasi ora e creare la sensazione che sia necessario rispondere subito. Ma essere raggiungibili non significa essere obbligate a essere disponibili.
Riconoscere questo meccanismo non vuol dire diventare indifferenti. Significa distinguere la vicinanza affettiva dalla responsabilità di risolvere ogni difficoltà altrui. Ascoltare qualcuno è importante, ma non equivale a dover trovare sempre una soluzione, assorbire ogni tensione o mettere sistematicamente da parte i propri bisogni.