Siccità e piogge intense, il clima che cambia mette alla prova agricoltura e territorio
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Periodi sempre più lunghi senza precipitazioni alternati a piogge intense e concentrate in poche ore. È uno degli aspetti più evidenti di un clima che sta modificando il rapporto tra acqua, suolo e attività agricole. A incidere non sono soltanto le quantità complessive di pioggia, ma anche quando, come e con quale intensità le precipitazioni arrivano, mentre l’aumento delle temperature incrementa l’evaporazione e il fabbisogno idrico delle colture.
Per l’agricoltura questo significa dover affrontare condizioni più difficili da prevedere. La disponibilità di acqua può ridursi proprio nei periodi in cui le piante ne hanno maggiore necessità, mentre un temporale particolarmente intenso non riesce necessariamente a compensare settimane di siccità.
Quando la pioggia arriva tutta insieme
Uno degli effetti più complessi riguarda la distribuzione delle precipitazioni. Dopo lunghi periodi asciutti, un terreno particolarmente secco può avere difficoltà ad assorbire rapidamente grandi quantità d’acqua. Se la pioggia cade con forte intensità, una parte può quindi scorrere superficialmente invece di infiltrarsi nel suolo e contribuire alla ricarica delle riserve idriche.
Il risultato può essere paradossale: piove molto in poche ore, ma l’acqua disponibile per l’agricoltura rimane insufficiente. Le precipitazioni concentrate possono inoltre aumentare il rischio di erosione del terreno, ruscellamenti, allagamenti e dissesti, soprattutto nelle aree più vulnerabili.
La siccità prolungata, al tempo stesso, può rendere il suolo più fragile e aumentare lo stress delle colture. Le piante sottoposte a carenza d’acqua possono svilupparsi meno, produrre raccolti inferiori o diventare più vulnerabili alle alte temperature, ai parassiti e alle malattie.
Temperature più alte e nuove sfide per l’agricoltura
L’aumento delle temperature aggiunge un ulteriore elemento di pressione. Le ondate di calore possono anticipare alcune fasi del ciclo vegetativo, modificare la fioritura e la maturazione e provocare condizioni di stress soprattutto quando coincidono con periodi di scarsa disponibilità d’acqua.
Il problema riguarda in particolare le colture che dipendono dalla regolarità delle stagioni e dalla disponibilità di acqua nei momenti più delicati del loro sviluppo. Anche l’allevamento può risentire delle temperature elevate, attraverso una maggiore necessità di acqua e condizioni di stress termico per gli animali.
Di fronte a questo scenario, la gestione dell’acqua diventa sempre più importante. Ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza dell’irrigazione, conservare la sostanza organica del terreno e favorire la capacità del suolo di trattenere l’acqua sono alcune delle strategie che possono contribuire a rendere le attività agricole più resilienti.
Anche la scelta delle colture e delle varietà può assumere un ruolo crescente, privilegiando, dove le condizioni lo consentono, specie e tecniche maggiormente adatte a periodi di stress idrico e alle nuove condizioni climatiche.
La sfida non riguarda però soltanto gli agricoltori. Un territorio più resiliente richiede interventi sulla gestione delle acque, manutenzione dei corsi d’acqua, tutela del suolo, prevenzione del dissesto e infrastrutture capaci di affrontare sia la scarsità sia gli eccessi improvvisi di precipitazioni.
Siccità e piogge estreme non sono quindi due fenomeni separati: fanno parte di una stessa sfida, quella di adattare territori e attività produttive a una maggiore variabilità delle condizioni climatiche. Per l’agricoltura significa soprattutto imparare a gestire una risorsa sempre più preziosa, l’acqua, prima che la sua scarsità o la sua improvvisa abbondanza diventino un’emergenza.