Sistema di check-in hotel espone un milione di passaporti e patenti di guida.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
Data Sensibili Esposte: La Vicenda di Tabiq
Un sistema di check-in alberghiero ha esposto oltre 1 milione di passaporti, patenti e foto di verifica selfie di clienti sul web a causa di una grave falla di sicurezza. Dopo che TechCrunch ha avvisato l’azienda responsabile, i dati sono stati rimossi.
Il sistema di check-in alberghiero, denominato Tabiq, è gestito da Reqrea, una startup tecnologica con sede in Giappone. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale, Tabiq è utilizzato in vari hotel giapponesi e si basa su tecnologia di riconoscimento facciale e scansione di documenti per il check-in degli ospiti.
Anurag Sen, un ricercatore di sicurezza indipendente, ha contattato TechCrunch dopo aver scoperto la violazione dei dati sensibili dei clienti di hotel a livello mondiale. Sen ha riferito che la falla è avvenuta a causa di una configurazione errata di uno dei bucket di stoccaggio cloud di Amazon utilizzati dal sistema, reso pubblico e facilmente accessibile tramite un semplice browser web.
Misure di Sicurezza Inadeguate
Purtroppo, molte aziende commettono errori simili, esponendo informazioni personali dei clienti non a causa di attacchi sofisticati, ma per la mancanza di adeguate pratiche di cybersecurity. Anomalie recenti nel campo della sicurezza informatica sono state alla ribalta, e sebbene la maggior parte degli incidenti gravi sia collegata ad errori umani o configurazioni sbagliate, l’incidente di Tabiq è un esempio lampante di come le carenze di attenzione possano avere conseguenze devastanti.
Dopo essere stata avvisata da TechCrunch e dal team di coordinamento per la cybersicurezza giapponese, JPCERT, la Reqrea ha rapidamente corretto il problema, bloccando il bucket di archiviazione compromesso. Masataka Hashimoto, direttore di Reqrea, ha dichiarato a TechCrunch che l’azienda sta conducendo una revisione approfondita con il supporto di consulenti legali esterni per determinare l’entità dell’esposizione.
In un’email inviata a TechCrunch, Hashimoto ha dichiarato che l’azienda non è a conoscenza del modo in cui il bucket di archiviazione sia diventato pubblico. In linea di principio, i bucket di stoccaggio di Amazon sono privati, e dopo una serie di esposizioni simili avvenute negli anni passati, Amazon ha introdotto avvisi di sicurezza che vengono mostrati prima di rendere pubblici i dati, rendendo questo tipo di errore sempre meno probabile.
Le Implicazioni sulla Sicurezza dei Dati
Restano da chiarire le eventuali accessi non autorizzati ai dati esposti. Hashimoto ha affermato che l’azienda sta esaminando i registri per determinare se vi siano stati accessi prima che il bucket fosse messo in sicurezza. I dati esposti includono documenti identificativi di visitatori provenienti da vari paesi, con file risalenti al 2020 e fino al mese corrente.
Questa vicenda non è un evento isolato. Recenti rapporti hanno svelato altre esposizioni di documenti sensibili, come nel caso del servizio di trasferimento denaro Duc App e della compagnia di autonoleggio Hertz, dove informazioni di oltre 100.000 clienti sono state compromesse. Tali incidenti avvengono in un contesto di crescente legislazione sui controlli di verifica dell’età da parte dei governi e di utilizzo di procedure “know your customer” da parte delle aziende, alla ricerca di metodi per verificare l’identità degli individui.
Queste misure aumentano il rischio di compromettere la sicurezza dei dati degli utenti, esponendoli al rischio di frodi e usi impropri delle loro informazioni personali mentre le pratiche di verifica dell’età vengono implementate in tutto il mondo.
Per rimanere aggiornati su queste questioni critiche riguardanti la sicurezza dei dati, è essenziale seguire notizie da fonti affidabili come TechCrunch e pubblicazioni di cybersicurezza.
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