Smettere di compiacere gli altri (People Pleasing): Imparare a dire di “no” e stabilire confini sani senza sentirsi in colpa (pagina 10)

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna

Smettere di compiacere gli altri (People Pleasing): Imparare a dire di “no” e stabilire confini sani senza sentirsi in colpa (pagina 10)

Smettere di compiacere gli altri non significa smettere di essere disponibili. L’obiettivo non è passare da “dico sempre sì” a “dico sempre no”. È arrivare a un punto nel quale il sì e il no siano entrambe risposte realmente possibili.

Un sì scelto liberamente ha infatti un significato diverso da un sì pronunciato per paura. Quando si offre il proprio tempo, il proprio aiuto o la propria presenza perché lo si desidera davvero, la disponibilità può essere vissuta con maggiore serenità. Non c’è bisogno di accumulare risentimento perché si sta facendo qualcosa contro la propria volontà.

Il cambiamento può quindi partire da piccole domande quotidiane: “Che cosa desidero?”, “Ho davvero le energie per farlo?”, “Sto accettando perché voglio o perché temo la reazione dell’altra persona?”. Non tutte le risposte porteranno a un rifiuto. Ma cominciare a porsi queste domande significa tornare a considerare i propri bisogni come parte legittima della relazione.

Quando il senso di colpa diventa troppo pesante

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