Smettere di compiacere gli altri (People Pleasing): Imparare a dire di “no” e stabilire confini sani senza sentirsi in colpa (pagina 4)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Uno dei passaggi più difficili è accettare che dire un no può far sentire in colpa anche quando quel no è legittimo. Il disagio emotivo non dimostra automaticamente che si sia commesso un errore. A volte indica semplicemente che si sta facendo qualcosa di diverso dal proprio comportamento abituale.
Chi è abituato a rendersi sempre disponibile può vivere inizialmente un confine come una trasgressione. Dopo aver rifiutato un invito o una richiesta può iniziare a ripensare alla conversazione, chiedersi se sia stato troppo brusco o sentire il bisogno di giustificarsi ulteriormente.
Può essere utile imparare a distinguere “mi sento in colpa” da “ho fatto qualcosa di sbagliato”. Sono due affermazioni diverse. Il senso di colpa è un’emozione; per capire se il comportamento sia stato realmente scorretto bisogna invece considerare il contesto, gli accordi esistenti e il modo in cui il limite è stato comunicato.