Sospetto bracconiere di rinoceronti, liberato più volte su cauzione, ucciso in Sudafrica.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Sospetto bracconiere di rinoceronti, liberato più volte su cauzione, ucciso in Sudafrica.

Joseph “Big Joe” Nyalungu: La Fine di un Allegato Re del Bracconaggio

Joseph “Big Joe” Nyalungu, presunto re del bracconaggio dei rinoceronti, è stato ucciso da assalitori non identificati il 16 maggio vicino al Parco Nazionale Kruger in Sudafrica. Questo omicidio arriva solo otto giorni dopo un precedente tentativo di omicidio, in cui era stato ferito. Ex poliziotto, Nyalungu era accusato di oltre 40 reati legati al traffico di corni di rinoceronte dal 2016 al 2019, ed era sospettato di essere responsabile della morte di migliaia di rinoceronti nella Regione del Grande Kruger.

Conservazionisti e attivisti hanno accolto con favore la notizia della sua morte, sottolineando che il sistema giudiziario sudafricano ha fallito nel perseguirlo efficacemente. Le richieste di riforme legali sono sempre più insistenti per salvare gli esemplari rimanenti di rinoceronte dal bracconaggio.

Un lungo passato criminale

Nyalungu, 62 anni al momento della sua morte, aveva affrontato molteplici accuse riguardanti bracconaggio, traffico di rinoceronti, rapimento e omicidio, oltre a riciclaggio di denaro e possesso illegale di armi. Le autorità lo avevano arrestato almeno cinque volte dal 2010 al 2024, ma non era mai stato condannato. L’ultima volta era stato arrestato nel 2024, quando la polizia trovò esplosivi nei suoi uffici. Al momento della sua morte, Nyalungu era libero su cauzione di 20.000 rand (circa 1.140 dollari) e c’erano indagini in corso sulle sue attività illecite.

Le forze dell’ordine non hanno ancora identificato i colpevoli e stanno investigando sulle motivazioni dietro l’omicidio. Nyalungu è stato dichiarato morto sul posto.

Le organizzazioni per la conservazione sostengono che l’unico modo per salvare i rinoceronti è istituire deterrenti più forti attraverso pene più severe per il bracconaggio e il traffico.

Il ruolo di Nyalungu nel bracconaggio

Jamie Joseph, direttrice dell’ONG Saving the Wild, ha affermato che Nyalungu era accusato di bracconaggio nella Regione del Grande Kruger. “Questa è stata una morte troppo gentile per lui,” ha dichiarato Joseph. “Joe meritava di finire in prigione per il resto della sua vita.”

Nina Fascione, direttrice esecutiva della International Rhino Foundation, ha sottolineato che Nyalungu potrebbe essere stato coinvolto in centinaia, se non migliaia, di rinoceronti bracconati, oltre a gravi crimini organizzati. Ha anche avvertito che il bracconaggio causa anche la morte di ranger ogni anno.

I corni di rinoceronte sono una merce altamente ricercata nel mercato nero, valutata circa 20.000 dollari al chilo. La domanda è particolarmente alta in Cina e Vietnam, dove si ritiene che abbiano proprietà medicinali, non supportate da alcuna evidenza scientifica. I corni vengono anche trasformati in gioielli o intagliati in oggetti di lusso.

I dati sul bracconaggio in Sudafrica

Sudafrica detiene le popolazioni più alte di rinoceronti bianchi e neri, diventando anche un hotspot per il bracconaggio. Nel 2025, 352 rinoceronti sono stati uccisi, un calo del 16% rispetto ai 420 del 2024. La provincia di Mpumalanga, dove operava Nyalungu, ha registrato un incremento significativo: 178 rinoceronti bracconati nel 2025, rispetto ai 92 del 2024.

La corruzione sistemica gioca un ruolo chiave nel perpetuare la crisi del bracconaggio. Uno studio del programma ENACT ha definito la “corruzione interna” la “minaccia più grave” per la fauna selvatica del parco. Si stima che il 40% del personale delle forze dell’ordine del parco possa essere colluso con i reti di bracconaggio.

Riforme necessarie per combattere la crisi

In risposta a questa situazione, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha istituito la Commissione d’Inchiesta Madlanga per indagare sull’infiltrazione delle bande criminali nelle forze dell’ordine e nella giustizia nel 2025. Questo è un passo cruciale per affrontare le sfide di governance e corruzione nel settore della giustizia.

Nel 2017 è stato aperto il primo “tribunale dei rinoceronti” al parco Kruger, con l’obiettivo di accelerare i casi di bracconaggio. Tuttavia, la sua efficacia è stata compromessa da tentativi di trasferire i casi altrove. Joseph ha affermato che questo tribunale è stato l’unico a funzionare in modo efficace per perseguire i bracconieri.

Le organizzazioni per la conservazione avvertono che il sistema giudiziario deve affrontare la questione del bracconaggio in modo più deciso. “Le pene severe e il ricorso a tribunali specializzati sono l’unica soluzione per proteggere i rinoceronti rimanenti,” ha insistito Joseph.

La via da seguire

La lotta contro il bracconaggio non può limitarsi all’arresto dei bracconieri di basso livello; è fondamentale colpire i capi delle organizzazioni dietro a questi crimini. Senza una deterrenza efficace, la crisi del bracconaggio dei rinoceronti continuerà a imperversare, minacciando la sopravvivenza di queste specie già in pericolo.

Fonti ufficiali indicano che quasi un rinoceronte viene braccato ogni giorno in Sudafrica, nonostante gli sforzi all’avanguardia per combattere questo problema. La soluzione a questa crisi richiede un impegno rafforzato e una riforma sistemica all’interno del sistema giudiziario e delle forze dell’ordine.

Fonti

Nel complesso, la situazione del bracconaggio in Sudafrica è complessa e richiede una risposta multi-dimensionale per salvaguardare i rinoceronti e assicurare un futuro più sicuro per queste creature magnifiche.

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