Sostenibilità protagonista al TrialGP del Giappone 2026: il modello “green” del Motorsport mondiale
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Il Campionato del Mondo Hertz FIM Trial 2026 prenderà il via nel weekend del 15-17 maggio con il TrialGP del Giappone, ospitato al Mobility Resort Motegi. Accanto alla competizione sportiva, grande attenzione sarà rivolta alla sostenibilità ambientale, ormai elemento centrale nell’organizzazione dell’evento.
Dietro le quinte, un team dedicato lavorerà all’attuazione del Piano di Gestione Ambientale, sviluppato per ridurre l’impatto ecologico della manifestazione e migliorare la gestione delle risorse durante l’intero weekend di gara.
Il progetto KiSS e il ruolo del Giappone
Il TrialGP del Giappone rappresenta uno dei progetti pilota del programma “Keep it Shiny and Sustainable” (KiSS) della FIM, avviato per integrare pratiche ambientali strutturate negli eventi motoristici internazionali.
Selezionato come evento di riferimento per il lancio asiatico del programma, il GP giapponese viene considerato un benchmark per l’applicazione concreta della sostenibilità nel motorsport, grazie a un modello organizzativo che unisce sport, innovazione e tutela ambientale.
Un evento a impatto controllato
Con oltre 7.500 spettatori attesi, l’area del circuito — estesa su centinaia di ettari — si trasformerà temporaneamente in una vera e propria micro-città. Questo richiede una gestione avanzata dei flussi di persone, dei servizi e delle infrastrutture.
Uno dei punti centrali del progetto è la riduzione delle emissioni di CO₂. L’evento è organizzato con un approccio carbon neutral e quasi il 100% dell’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili come eolico, solare e idroelettrico.
Rifiuti, acqua e biodiversità: un modello integrato
La gestione dei rifiuti rappresenta un altro pilastro del piano ambientale. L’organizzazione ha predisposto numerose isole ecologiche per la raccolta differenziata, oltre a sistemi interni di riciclo e una forte riduzione della plastica monouso.
Anche la gestione dell’acqua è parte del modello sostenibile: un impianto dedicato consente il riutilizzo delle acque reflue per servizi igienici e attività antincendio, contribuendo a un sistema di economia circolare.
Grande attenzione è riservata anche alla biodiversità: circa il 65% dell’area del circuito è costituito da zone boschive, e alcune sezioni di gara attraversano aree naturali protette come “Hello Woods”.
Educazione ambientale e coinvolgimento del territorio
Il progetto non si limita all’evento sportivo, ma coinvolge anche comunità locali, scuole e istituzioni. Sono previste iniziative come giornate dedicate ai residenti, programmi educativi e attività con studenti di istituti tecnici.
Tra le iniziative anche percorsi di educazione alla biodiversità e attività esperienziali pensate per avvicinare il pubblico più giovane ai temi della sostenibilità e della mobilità responsabile.
Un modello per il futuro del motorsport
Secondo la Commissione Internazionale FIM per la Sostenibilità, il TrialGP del Giappone rappresenta un esempio concreto di come la sostenibilità possa essere integrata in modo strutturato negli eventi sportivi.
Il modello adottato al Mobility Resort Motegi viene indicato come replicabile anche in altri contesti, con l’obiettivo di rendere il motorsport sempre più attento all’ambiente senza rinunciare allo spettacolo agonistico.
Sport e ambiente sempre più legati
Il TrialGP del Giappone 2026 conferma quindi una tendenza ormai chiara: lo sport internazionale non può più prescindere dalla sostenibilità. Un equilibrio tra competizione, innovazione e responsabilità ambientale che si candida a diventare lo standard delle future stagioni motoristiche.