Squali balena liberati dalle reti: pescatori diventano salvatori lungo le coste indiane.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Squali balena liberati dalle reti: pescatori diventano salvatori lungo le coste indiane.

La salvaguardia dello squalo balena in India

Un tempo cacciati per il loro olio e carne, oggi gli squali balena (Rhincodon typus) vengono salvati dai pescatori lungo la costa sud-occidentale dell’India. Dal 2001, il Wildlife Trust of India (WTI) educa le comunità di pescatori, offrendo formazione su tecniche di disimpegno sicuro e compensi per le reti danneggiate. In questo periodo, più di mille squali balena sono stati liberati dall’inceppamento accidentale nelle reti da pesca. Gli esperti sottolineano che il risarcimento per i soccorsi non è ancora sufficiente e che dovrebbero essere attivati meccanismi di sicurezza sociale, assicurazione e incentivi legati al lavoro per proteggere i pescatori che si impegnano in queste operazioni.

Un cambiamento positivo nella coscienza marina

In una mattina di marzo a Thiruvananthapuram, capitale dello stato del Kerala, un gruppo di pescatori stava sollevando le loro kambavala — una rete tradizionale fissata tra pali di bamboo. Improvvisamente, la rete catturò qualcosa di enorme: un’ombra scura e maculata si dibatteva all’interno. Avvicinandosi, i pescatori si resero conto che si trattava di uno squalo balena, bloccato nella rete. La tensione era palpabile: un danno alla rete significava perdere un mese di guadagni, ma salvare l’animale significava danneggiare la rete. Ajit Shanghumukhom, rappresentante della comunità di pescatori e volontario del WTI, intervenne: “Non possiamo lasciarlo morire.”

Per più di mezz’ora, i pescatori lavorarono con coltelli e corde, tagliando la rete a pezzi. Quando finalmente lo squalo balena si liberò, la spiaggia cadde nel silenzio. Sebbene avessero perso il loro reddito, avevano guadagnato qualcosa di più grande: la sensazione di aver ristabilito l’equilibrio del mare.

La situazione lungo la costa occidentale dell’India era molto diversa venti anni fa. In città come Veraval nello stato del Gujarat, centinaia di squali balena venivano uccisi ogni anno per il loro olio e carne. La svolta avvenne nel 2001, quando il WTI, sostenuto dall’International Fund for Animal Welfare (IFAW), avviò la campagna “Salviamo lo Squalo Balena”. La campagna cambiò percezione, trasformando un animale visto come semplice risorsa in un simbolo di amore e protezione, grazie all’intervento di figure spirituali come Morari Bapu.

Oggi, i pescatori lungo la costa occidentale dell’India liberano spontaneamente gli squali balena imprigionati nelle reti. La comunità ha abbracciato una nuova coscienza marina, trasformando una pratica che un tempo era dannosa in un atto di salvataggio.

In Kerala, la sfida risiede nelle tecniche di pesca tradizionali come la kambavala, che pur essendo ideali per catturare pesci più piccoli, risulta letale per grandi animali marini come gli squali balena. Quando uno squalo entra nella rete durante l’alta marea, può rimanere intrappolato quando il livello dell’acqua scende. Ogni volta che un animale viene liberato, il WTI verifica il soccorso e compensa il pescatore con 25.000 rupie (circa 276 dollari) per ogni rete danneggiata.

“I pescatori volevano aiutare, ma non avevano le risorse”, afferma Sajan John, responsabile dei progetti marini del WTI. Grazie alla formazione e a una rete di soccorso, i pescatori ora avvisano il network di soccorso non appena avvistano uno squalo balena.

Il fulcro di questo cambiamento è Ajit Shanghumukhom, un ex cuoco tornato a casa dopo vent’anni di lavoro all’estero. Ha iniziato a filmare la vita dei pescatori e, grazie a ciò, è diventato un esperto di salvataggio di squali balena. Dalla sua prima liberazione, il suo impegno è cresciuto, coordinando operazioni di salvataggio lungo la costa del Kerala e formando altri pescatori nelle tecniche di disimpegno.

Negli ultimi sette anni, il suo team ha liberato 50 squali balena, evidenziando il potere della comunità nel proteggere questa specie. Attraverso programmi nelle scuole, la consapevolezza giovanile è aumentata; i bambini imparano a conoscere l’importanza degli squali balena e il loro ruolo nell’ecosistema marino.

La sensibilizzazione ha anche raggiunto le Isole Lakshadweep, dove la pesca meccanizzata e le reti in nylon hanno incrementato il rischio di incagliamento accidentale. Shanghumukhom e i volontari del WTI viaggiano tra le Isole, organizzando programmi educativi in collaborazione con scuole e cooperative di pescatori. “Questo movimento di conservazione ha ormai attraversato il Gujarat fino ai laghi delle Lakshadweep”, afferma Sajan John.

La chiave per una vera protezione dello squalo balena sta nella partecipazione comunitaria. È cruciale che i pescatori non solo vengano compensati per il salvataggio delle specie, ma anche riconosciuti come custodi del mare. Innovazioni come il turismo ecosostenibile e premi di stato possono aumentare la dignità del loro lavoro.

Mentre le balene sono protette lungo la costa occidentale dell’India, ci sono ancora sfide. Infatti, il cambiamento climatico, le collisioni con le imbarcazioni e l’inquinamento rappresentano minacce considerevoli. I pescatori, un tempo percepiti come un pericolo per la specie, ora sono diventati i suoi protettori, ma il percorso è ancora lungo.

I pescatori evidenziano l’inadeguatezza dei risarcimenti. “Non coprono nemmeno un terzo del costo di una rete”, afferma Charles George, presidente del Kerala Fishermen Coordination Committee. Senza un supporto più robusto, molti rischiano di abbandonare il salvataggio per tornare a una pesca più redditizia.

È vitale che questa iniziativa continui a crescere, trasformando la conservazione della fauna marina in un’importante voce nel dibattito pubblico, garantendo riconoscimenti e risorse adeguate a chi si impegna per il bene del mare.

Fonti ufficiali:
– Wildlife Trust of India
– International Fund for Animal Welfare (IFAW)
– National Centre for Earth Science Studies (NCESS)

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