Stagione di riproduzione record per i kākāpō: 95 pulcini rari sono nati!

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Stagione di riproduzione record per i kākāpō: 95 pulcini rari sono nati!

Il kākāpō: un uccello straordinario in pericolo

Il kākāpō è un uccello incapace di volare, endemico della Nuova Zelanda (Aotearoa) e uno dei pappagalli più pesanti al mondo. Oggi, questa specie è classificata come “criticamente in pericolo”. Dopo l’introduzione di predatori nelle isole neozelandesi, la popolazione adulta di kākāpō è precipitata a soli 235 individui, rappresentando una delle storie di conservazione più drammatiche del paese.

Quest’anno è giunta una notizia molto positiva: grazie a un’eccezionale raccolta di bacche di rīmu (Dacrydium cupressinum), un alimento fondamentale nella dieta del kākāpō, almeno 95 pulcini stanno crescendo. Questo segna un nuovo record, superando il precedente risultato del 2019, che aveva visto la nascita di 73 giovani esemplari.

Un ambiente protetto per i kākāpō

Come riportato dal Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda sul proprio account Instagram dedicato al recupero del kākāpō, “il 2026 è ufficialmente l’anno con il maggior numero di nascite registrate”. Nella foto in alto vediamo i fratelli Tīwhiri-A3 e Tīwhiri-A4, entrambi nominati in onore della loro madre, immortalati sull’isola Pukenui Anchor, un rifugio predatore gratuito scelto come santuario per questa specie unica.

In base alle informazioni rilasciate, i pulcini saranno inclusi nel conteggio della popolazione ufficiale una volta compiuti 150 giorni, dopo di che saranno considerati giovani volatili. Tuttavia, non tutti i pulcini giungeranno a questa fase vitale: dieci di essi hanno già perso la vita, e altri tre sono attualmente in cura veterinaria.

Ogni venerdì, il Dipartimento di Conservazione pubblica aggiornamenti sui progressi delle uova, corredati da fotografie delle statistiche scritte a mano su un frigorifero del dipartimento. Quest’anno, 80 nidi hanno prodotto almeno 256 uova: di queste, 148 erano fertili e 105 sono riuscite a schiudersi.

“L’infertilità e il basso tasso di schiusa rappresentano un ostacolo fondamentale per il programma di recupero del kākāpō”, ha dichiarato Deidre Vercoe, responsabile delle operazioni per il kākāpō del Dipartimento di Conservazione. “Ogni schiusa riuscita è un importante promemoria di quanto siamo progrediti”.

È importante sottolineare che la stagione di riproduzione del kākāpō richiede un notevole intervento umano. Alcuni esemplari vengono inseminati artificialmente all’inizio della stagione, e molte uova vengono collocate in incubatrici per aumentare le probabilità di una schiusa di successo. Secondo il Dipartimento di Conservazione, l’obiettivo finale è quello di ridurre man mano l’intervento umano, permettendo alla popolazione di autogestirsi.

“Man mano che la popolazione cresce, inizieremo a ridurre alcune delle gestioni più invasive, così da comprendere meglio quale sia un livello di sopravvivenza più naturale”, ha affermato Vercoe.

Nel contesto della conservazione del kākāpō, è fondamentale evidenziare l’importanza di monitorare e documentare i progressi. Non solo questo aiuta nel raccogliere dati fondamentali, ma anche nel sensibilizzare il pubblico riguardo le sfide che affronta questa specie. Le foto diffuse dai ranger, come quelle di Sarah Manktelow, mostrano non solo la bellezza del kākāpō, ma anche la grande dedizione dei conservazionisti nel garantire il futuro di questi straordinari uccelli.

Nel cuore delle attività di conservazione, la comunità locale gioca un ruolo cruciale, contribuendo alle iniziative di recupero e partecipando a programmi di monitoraggio. I kākāpō, simbolo di resilienza, continuano a lottare per la propria esistenza, e ogni sforzo innovativo contribuisce a mantenere viva la speranza per il loro futuro.

Vedere i fratelli Tīwhiri-A3 e Tīwhiri-A4 crescere in questo ambiente protetto offre un barlume di speranza. La storia del kākāpō è una testimonianza della necessità di intervenire, proteggere e studiare le specie in via di estinzione. Continuiamo a seguire le novità da fonti ufficiali come il Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda (DOC) che quotidianamente lavora per garantire che questa straordinaria specie non scompaia per sempre. Per saperne di più, visitate il loro sito ufficiale e seguite le loro page social.

Fonti ufficiali: Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda.

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