Studio rivela: molti paesi non raggiungeranno gli obiettivi ONU per la riduzione pesticidi 2030.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nuove Ricerche sul Rischio dei Pesticidi nel Mondo
Una recente ricerca ha rivelato che la maggior parte dei paesi sta seguendo un percorso errato nel tentativo di raggiungere l’obiettivo di riduzione del rischio dei pesticidi fissato dall’ONU per il 2030. Senza modifiche significative ai sistemi agricoli a livello globale, il traguardo sembra difficile da raggiungere. Gli scienziati hanno analizzato i dati sull’uso dei pesticidi dal 2013 al 2019 in 65 nazioni, insieme ai dati sulla tossicità di 625 pesticidi relativi a otto gruppi di specie diverse. Sorprendentemente, solo il Cile sta rispettando il percorso per ridurre il rischio dei pesticidi del 50% entro il 2030.
Questi risultati, diffusi dalla rivista Science, mostrano come la tossicità ecologica generale dei pesticidi stia aumentando nel mondo. Solo quattro nazioni — Stati Uniti, Brasile, Cina e India — contribuiscono a oltre la metà della tossicità totale applicata a livello globale. I ricercatori hanno trovato che pochi pesticidi altamente tossici dominano il rischio globale, suggerendo che mirare a una riduzione di questi composti potrebbe rappresentare una delle migliori opportunità per i paesi di tornare in carreggiata verso l’obiettivo di riduzione del rischio per il 2030.
La Definizione del Rischio dei Pesticidi e le Sue Implicazioni
Il rischio dei pesticidi è definito come la probabilità che i composti chimici, tra cui insetticidi, erbicidi e fungicidi, utilizzati per controllare i parassiti agricoli, possano avere effetti avversi su specie non direttamente colpite e, di conseguenza, sugli ecosistemi e sull’uomo. La nuova analisi ha indicato che la tossicità applicata degli insetticidi è aumentata per specie impollinatrici come le api. I ricercatori hanno combinato dati sull’uso di pesticidi con informazioni sulla tossicità, con l’obiettivo di fornire un approccio più preciso sul rischio ambientale. Hanno sviluppato il concetto di “tossicità applicata totale” (TAT), che esprime l’uso dei pesticidi in termini di tossicità piuttosto che di massa, per ottenere una stima ponderata.
“L’ONU non ha definito cosa intenda per riduzione del rischio dei pesticidi”, ha dichiarato Ralf Schulz, ecotossicologo e Professore di Scienze Ambientali. La metodologia TAT è stata concepita per fornire un indicatore semplice che consenta di valutare in che misura i paesi stiano realmente riuscendo a ridurre i propri rischi da pesticidi. Sarà utilizzata per monitorare il progresso verso gli obiettivi di riduzione dei rischi entro il 2030.
I Risultati della Ricerca e Implicazioni Future
La ricerca ha trovato un aumento della tossicità ecologica dei pesticidi in tutto il mondo, con i paesi produttori agricoli principali che rappresentano oltre la metà della tossicità totale applicata. Sebbene alcuni paesi, come Cina e Giappone, stiano seguendo un percorso positivo, anche loro necessitano di accelerare i propri sforzi. Nazioni come Thailandia, Danimarca ed Ecuador si trovano invece sulla strada sbagliata e devono intraprendere misure urgenti per invertire i danni ecologici causati dall’uso dei pesticidi.
È emerso che la tossicità applicata per la maggior parte dei gruppi di specie è aumentata, in particolare per gli artropodi terrestri, gli organismi del suolo e i pesci. Solo due gruppi — le piante acquatiche e i vertebrati terrestri — hanno mostrato una diminuzione nella tossicità applicata. La ricerca indica che il trattamento di frutta, verdura, mais, soia, cereali e riso rappresenta oltre i tre quarti della tossicità globale dei pesticidi.
Opportunità per il Cambiamento
Un aspetto chiave della ricerca è che il rischio globale dei pesticidi è dominato da pochi composti altamente tossici. Focalizzarsi sulla riduzione di questi pesticidi potrebbe rappresentare una delle migliori opportunità per raggiungere gli obiettivi di riduzione del rischio. “Se i paesi conoscono il rischio, possono identificare i pesticidi più responsabili e adottare misure per gestirli”, ha affermato Schulz.
Le nazioni potrebbero sostituire i pesticidi più tossici con alternative meno nocive oppure ristrutturare i sistemi agricoli per ridurre la necessità di pesticidi tossici. Jason Rohr, professore di Scienze Biologiche all’Università di Notre Dame, ha commentato che questo studio rappresenta un importante apporto alla normativa, poiché supera la mera registrazione del volume di pesticidi utilizzati e quantifica il loro impatto sulla biodiversità a livello globale.
Inoltre, Jakob Wolfram ha sostenuto che la sfida di ridurre i rischi da pesticidi del 50% potrebbe sembrare ardua per gli agricoltori, ma il metodo TAT potrebbe facilitare la conservazione della biodiversità e la riduzione dei rischi, senza compromettere eccessivamente la produzione agricola e la sicurezza alimentare. È fondamentale, tuttavia, che siano disponibili dati affidabili sull’uso dei pesticidi.
Conclusioni sui Dati e la Necessità di Cambiamenti
Wolfram ha enfatizzato l’urgenza di mappare una via “driven by data”, per monitorare i progressi e fornire raccomandazioni politiche informate per attuare cambiamenti significativi nei sistemi agricoli. I suoi avvertimenti riguardo alla scarsità di dati evidenziano che la ricerca sui rischi associati ai pesticidi presenta ancora molte lacune.
Nonostante le attuali problematiche, rimane la convinzione che sia possibile apportare cambiamenti positivi. Anche se il termine per raggiungere l’obiettivo del 2030 è vicino, è cruciale avviare modifiche sostanziali per orientarsi verso una gestione più sostenibile dei pesticidi nel futuro agricolo del pianeta.
Per ulteriori informazioni, si possono consultare anche fonti ufficiali come l’ONU e ScienceDirect.
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