Studio sul fiume Negro: danni genetici nei pesci dopo la fuoriuscita di petrolio.

Pubblicato il da Redazione - Green

Studio sul fiume Negro: danni genetici nei pesci dopo la fuoriuscita di petrolio.

L’impatto del versamento di petrolio sui pesci dell’Amazzonia

Nel 2013, un barcone si rovesciò nel Rio Negro, vicino al porto di São Raimundo, rilasciando circa 60.000 litri di bitume di petrolio. Questa fuoriuscita ha avuto un impatto devastante sulla fauna acquatica locale. Secondo uno studio condotto dalla ricercatrice Helen Sadauskas-Henrique, i pesci della zona hanno mostrato segni di danno al DNA e neurotossicità tre mesi dopo l’incidente. Sebbene la concentrazione del contaminante diminuisse con l’aumento del livello dell’acqua, gli effetti sui pesci erano ancora evidenti. L’elevata presenza di materia organica disciolta nelle acque del Rio Negro ha aumentato ulteriormente la tossicità del composto chimico coinvolto.

Questa ricerca si inserisce in un quadro più ampio che documenta gli effetti nocivi del petrolio su vertebrati, insetti acquatici e piante nella regione amazzonica, dove la pressione per una maggiore estrazione continua ad aumentare.

Un evento catastrofico e la risposta della scienza

La mattina del 26 marzo 2013, la spiaggia del Rio Negro è stata contaminata da un’eruzione e la ricercatrice Helen Sadauskas-Henrique, colpita dalla notizia, ha annullato i suoi piani per Pasqua, precipitando sul luogo dell’incidente per raccogliere campioni. Sadauskas-Henrique, adesso professoressa all’Università Santa Cecília e ricercatrice all’INCT Adapta, ha descritto l’intensità e l’urgenza nel raccogliere i campioni per valutare gli impatti a breve e lungo termine. I risultati di questo sforzo sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Research.

Il team ha monitorato gli effetti dell’olio su due specie comuni nel Rio Negro: il “threadfin acara” e il “demon eartheater”, utilizzando campioni di una porzione pulita del fiume come riferimento. A partire dal decimo giorno, già prima della diminuzione della concentrazione di inquinanti, i pesci mostravano segni di danno al DNA. Entro 45 giorni, entrambi i pesci rivelavano elevati livelli di danno genetico, e dopo 90 giorni, erano documentati segni di intossicazione neurologica.

Questa interazione tra gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e la materia organica disciolta rappresenta un rischio significativo per la biodiversità acquatica, che può subire effetti devastanti a causa della contaminazione da petrolio. Gli incidenti legati all’estrazione petrolifera non sono rari, tanto che vi è stata una stima di 474 spill nella parte peruviana dell’Amazzonia tra il 2000 e il 2019, secondo un’indagine Oxfam.

In Brasile, l’IBAMA e l’ANP, agenzie governative, monitorano questi eventi, ma non esistono ancora dati completi specifici per l’Amazzonia. Inoltre, informazioni sui versamenti di petrolio in Amazonas sono disperse in report di violazione raccoglibili tramite il Sistema di Accesso all’Informazione, dimostrando la necessità di una raccolta dati più sistematica.

Il ruolo della materia organica disciolta nel Rio Negro

Il bitume di petrolio, utilizzato per la produzione di asfalto, è altamente viscoso e può interagire in modo distruttivo con la materia organica disciolta. Questa materia, che dà al fiume una colorazione “color tè”, può legarsi ad IPA e aumentarne la disponibilità per i pesci. La ricerca condotta da Sadauskas-Henrique ha dimostrato che i componenti disciolti dell’olio possono entrare facilmente nelle cellule dei pesci, potenziando i danni già evidenti.

Oltre agli effetti diretti sui pesci, la contaminazione da petrolio in Amazzonia pone anche questioni più ampie riguardanti la salute degli ecosistemi acquatici. Con il crescente interesse per l’esplorazione petrolifera, è fondamentale valutare le implicazioni a lungo termine per la biodiversità e le comunità locali.

Contesto globale di estrazione petrolifera e sfide ambientali

Dal 1960, le fuoriuscite di petrolio sono aumentate nei Paesi amazzonici, inclusi Peru ed Ecuador. Recentemente, veterinari e scienziati hanno registrato gravi danni ambientali dovuti a incidenti simili, enfatizzando la vulnerabilità specifica della sua fauna. In Brasile, i record di perdite petrolifere rimangono allarmanti e segnalano un quadro incoerente della gestione ambientale.

Esplorazioni in corso minacciano non solo gli ecosistemi ma anche i diritti delle comunità indigene. Molti esperti e attivisti invitano a una riflessione profonda sulle conseguenze negative dell’estrazione di petrolio, innanzitutto sull’integrità ecologica dell’Amazzonia.

Il futuro dell’esplorazione petrolifera nella regione rimane incerto. Le politiche attuali, combinate con la crescente impennata di domande energetiche, devono garantire una gestione equilibrata fra sviluppo e protezione ambientale, prima che la devastazione diventi irreversibile.

Fonti:
– Sadauskas-Henrique, H. et al. (2024). “Oil spill in an Amazon blackwater environment: Biochemical and physiological responses of local fish species.” Environmental Research. doi:10.1016/j.envres.2024.118347.
– Rivera-Parra, J.L. et al. (2020). “Spatial distribution of oil spills in the north eastern Ecuadorian Amazon: A comprehensive review of possible threats.” Biological Conservation. doi:10.1016/j.biocon.2020.108820.

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